Permessi per diritto allo studio: utilizzarli per preparazione esami. Dipende dal Contratto regionale

di Lalla

La possibilità di utilizzare i permessi per diritto allo studio non solo per la frequenza delle lezioni del corso, o per lo svolgimento degli esami, ma anche per la preparazione degli stessi o di tesi o elaborato finale, è subordinata alla presenza, nel Contratto integrativo regionale di tale previsione.

La possibilità di utilizzare i permessi per diritto allo studio non solo per la frequenza delle lezioni del corso, o per lo svolgimento degli esami, ma anche per la preparazione degli stessi o di tesi o elaborato finale, è subordinata alla presenza, nel Contratto integrativo regionale di tale previsione.

Sulla questione infatti non c'è ancora un orientamento comune. La circolare n. 12/11 della Funzione Pubblica ha infatto tirato una linea di demarcazione, escludendo tale ipotesi: "Giova inoltre rammentare che in base alle clausole negoziali, le ore di permesso possono essere utilizzate per la partecipazione alle attività didattiche o per sostenere gli esami che si svolgano durante l'orario di lavoro, mentre non spettano per l'attività di studio. Questo orientamento applicativo, oltre che dal tenore delle clausole, è confermato dall'orientamento della giurisprudenza di legittimità (Cass. Sez. Lav. N. 10344/2008) e dell'ARAN" .

E tuttavia, tale indicazione non è stata ancora reperita da tutti i Contratti, pertanto va rispettato quanto da essi sottoscritto.

Così, per es., il Contratto per la Sicilia prevede

"Si può usufruire dei permessi per frequentare le lezioni del corso di studi, per esami e per attività di studio dirette al sostenimento di esami, per tutte quelle attività necessarie per preparare ricerche, tesi di laurea e di diploma in quanto attività finalizzate al conseguimento di un titolo di studio legalmente riconosciuto nei casi indicati al precedente art. 6. Tali attività, diverse dalla frequenza o dagli esami, non potranno superare il 35% dei permessi in totale spettanti"

Permessi per diritto allo studio 2016: le regole per usufruirne

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