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Istruzione ed inclusione degli alunni stranieri: la normativa di riferimento

di Laura Biarella

Il diritto all’istruzione scolastica dei minori stranieri viene affermato e disciplinato in numerose fonti normative, sia interne che internazionali (normativa UE e convenzioni internazionali cui l’Italia ha aderito). Il punto fermo è che i minori stranieri comunque presenti sul territorio italiano (che soggiornano legalmente ma anche clandestinamente, quindi privi di permesso di soggiorno) hanno il diritto e il dovere all’istruzione, pertanto le scuole pubbliche sono tenute ad accoglierli.

La normativa in tema di istruzione dei minori stranieri. E’ presente sia a livello legislativo che regolamentare, e si occupa di differenti aspetti predisponendo adeguate misure, che convogliano verso l’integrazione:

Costituzione della Repubblica Italiana. In vari articoli afferma il diritto-dovere allo studio e la condizione degli stranieri in Italia:

  • art. 10 “L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme di diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali”,
  • art. 30 “E’ dovere e diritto dei genitori, mantenere, istruire ed educare i figli (…)”,
  • art. 31: “La Repubblica (…) Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari allo scopo (…)”,
  • art. 34 “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita”.

D.lgs. 286/1998. All’art. 38, stabilisce che i minori stranieri presenti sul territorio nazionale sono soggetti all’obbligo scolastico e che agli stessi si applicano tutte le disposizioni vigenti in materia di:

  • diritto all’istruzione,
  • accesso ai servizi educativi,
  • partecipazione alla vita della comunità scolastica.

Regolamento sull’immigrazione. Il DPR n. 394/1999, all’art. 45 afferma che i minori stranieri hanno diritto all’istruzione, indipendentemente dalla regolarità della propria posizione, nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani. L’iscrizione può essere richiesta in qualunque periodo dell’anno scolastico. Per quanto concerne l’inserimento, lo stesso Regolamento prevede che i minori sono iscritti alla classe corrispondente all’età anagrafica, salvo che il collegio dei docenti deliberi l’iscrizione ad una classe diversa, tenendo conto dell’ordinamento degli studi del Paese di provenienza, del corso di studi seguito, del livello di preparazione raggiunto. Il collegio dei docenti definisce il necessario adattamento dei programmi di insegnamento. Allo scopo, possono essere adottati specifici interventi individualizzati o per gruppi di alunni per agevolare l’apprendimento della lingua italiana. Il consolidamento della conoscenza della lingua italiana può essere realizzato anche attivando di corsi intensivi sulla base di specifici progetti.

Circolare ministeriale n. 2 dell’8 gennaio 2010. Fissa il limite massimo di presenza di studenti stranieri nelle singole classi, nel 30% del totale degli iscritti, tuttavia tale limite può essere innalzato o ridotto, con determinazione del Direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale:

  • se gli alunni stranieri siano già in possesso di adeguate competenze linguistiche,
  • o, al contrario, a fronte della presenza di alunni stranieri con una padronanza della lingua italiana ancora inadeguata,
  • comunque in tutti i casi in cui si riscontrino particolari complessità.

Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri. Emanate nel febbraio 2014 dal MIUR, aggiornano le precedenti Linee guida del 2006. In particolare, hanno proposto indicazioni operative e modelli di integrazione e sostegno didattico che alcune scuole avevano già sperimentato. Con riferimento ai fenomeni di concentrazione di studenti con cittadinanza straniera, il documento ha auspicato un’equilibrata distribuzione delle iscrizioni attraverso un’intesa tra scuole, organizzate in reti di scuole, e una collaborazione mirata con gli enti locali. Nell’ambito delle singole scuole, l’orientamento più diffuso è quello di favorire l’eterogeneità delle cittadinanze nella composizione delle classi, piuttosto che formare classi omogenee per provenienza territoriale o religiosa degli stranieri. Le nuove Linee guida hanno auspicato la previsione di percorsi di formazione riferiti al tema dell’intercultura, per il personale scolastico:

  • neoassunto,
  • in servizio che desideri accrescere le proprie competenze.

Ulteriori argomenti affrontati hanno riguardato:

  • il coinvolgimento e la partecipazione delle famiglie,
  • la valutazione,
  • l’orientamento (soprattutto per quanto riguarda il passaggio alla scuola secondaria di secondo grado),
  • l’insegnamento dell’italiano come lingua seconda (L2).

Le Linee guida hanno inoltre evidenziato come l’insegnamento dell’italiano come lingua seconda rappresenti un campo di intervento didattico specifico (per tempi, metodi, bisogni, modalità di valutazione) ma comunque di transizione, in quanto destinato a risolversi e ad esaurirsi nel tempo, quando gli studenti diventano sufficientemente padroni della lingua italiana da essere in grado di seguire la attività didattiche comuni alla classe.

L. 107/2015. All’art. 1, comma VII, lett. r), ha inserito, fra gli obiettivi del potenziamento dell’offerta formativa, l’alfabetizzazione e il perfezionamento dell’italiano come lingua seconda attraverso corsi e laboratori per studenti di cittadinanza o di lingua non italiana, da organizzare anche in collaborazione con gli enti locali e il terzo settore, con l’apporto delle comunità di origine, delle famiglie e dei mediatori culturali. Inoltre, ha disposto (art. 1, c. 32) che le attività e i progetti di orientamento scolastico sono sviluppati con modalità idonee a sostenere anche le eventuali difficoltà e problematiche proprie degli studenti di origine straniera.

DM 197/2016. Attraverso tale decreto è stato adottato, ai sensi della L. 107/2015 (art. 1, c. 124 e 125), il Piano nazionale 2016/2019 per la formazione in servizio del personale scolastico, ed ha individuato tra le priorità nazionali:

  • l’integrazione,
  • le competenze di cittadinanza,
  • le competenze di cittadinanza globale”.

Nel quadro degli obiettivi formativi individuati da tale Piano, il MIUR ha presentato al Ministero dell’Interno, Autorità Responsabile del Fondo Asilo Migrazione Integrazione, un progetto pluriennale finalizzato alla formazione del personale della scuola che opera in contesti ad elevata complessità multiculturale: tale progetto ha l’obiettivo di implementare e rafforzare le competenze dei dirigenti e del personale scolastico in relazione alla multiculturalità, per migliorare la qualità dell’inclusione scolastica. Nello specifico, si pone, tra gli altri, l’obiettivo di:

  • incrementare le competenze dei docenti nella gestione della classe plurilingue e plurilivello e nella didattica multiculturale;
  • otare gli insegnanti di competenze specifiche nell’insegnamento dell’italiano come lingua seconda;
  • assicurare l’informazione e la formazione del personale ATA anche mediante l’impiego di vademecum e piattaforme on line;
  • assicurare, già in sede di formazione, il coinvolgimento delle agenzie del territorio.

Come esplicitato nella nota MIUR n. 2239 del 28 aprile 2017, il progetto, destinato a coinvolgere 1000 dirigenti scolastici, 10.000 docenti e 2000 unità di personale ATA, è stato approvato e finanziato con 4 milioni di euro.

DPR 19/2016. Contiene disposizioni per la razionalizzazione e l’accorpamento delle classi di concorso a cattedre e a posti di insegnamento, ed ha istituito la nuova classe di concorso A-23, Lingua italiana per discenti di lingua straniera. Per l’effetto, nell’ambito del concorso per titoli ed esami previsto dalla L. 107/2015 (art. 1, c. 114), finalizzato al reclutamento del personale docente per i posti comuni dell’organico dell’autonomia della scuola secondaria di primo e secondo grado, e bandito con D.D.G. 106/2016, sono stati previsti 506 posti per la nuova classe di concorso.

DM n. 718 del 5 settembre 2014. Con tale decreto il MIUR aveva ricostituito l’Osservatorio nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’intercultura, con compiti consultivi e propositivi. L’Osservatorio doveva:

  • promuovere politiche scolastiche per l’integrazione degli alunni con cittadinanza non italiana e verificarne la loro attuazione (anche tramite monitoraggi),
  • incoraggiare accordi interistituzionali e favorire la sperimentazione e l’innovazione metodologica, didattica e disciplinare.

L’Osservatorio era presieduto dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca o dal sottosegretario con delega alle tematiche dell’integrazione. Era composto da:

  • rappresentanti degli istituti di ricerca, delle associazioni e degli enti di rilievo nazionale impegnati nel settore dell’integrazione degli alunni stranieri e dell’intercultura,
  • esperti del mondo accademico, culturale e sociale,
  • dirigenti scolastici.

I membri sono rimasti in carica per tre anni, elaborando raccomandazioni e proposte operative, inviate alle scuole.

DM 31 agosto 2017, n. 643, integrato con DM 20 settembre 2017, n. 685. Ha istituito un nuovo Osservatorio nazionale: il MIUR, con una propria nota del 9 novembre 2017, ha informato dello svolgimento, in pari data, della prima riunione del nuovo organismo, evidenziando che, tra le principali novità, vi era la partecipazione delle associazioni dei giovani di cittadinanza non italiana e l’istituzione di due nuovi gruppi di lavoro:

  • “Scuola nelle periferie urbane multiculturali”,
  • “Revisione dei curricoli in prospettiva interculturale”,

che si sono aggiunti ai tre già esistenti:

  • “Insegnamento dell’italiano come lingua seconda (L2) e plurilinguismo”,
  • “Formazione del personale scolastico e istruzione degli adulti”,
  • “Cittadinanza e nuove generazioni italiane”.
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