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Esami di Stato I grado: studenti ammessi anche con media inferiore a 6. Bocciatura debitamente motivata, vediamo cosa prevede la normativa

di Nino Sabella

Il decreto legislativo n. 62/2017 e il successivo DM n. 741/2017 hanno novellato l’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione, modificandone requisiti di ammissione, prove, valutazione finale e presidenza della Commissione.

Le novità introdotte dai suddetti decreti sono state illustrate e chiarite tramite la nota n. 1865/2017 e la nota n. 2936/2018.

Vediamo in questa scheda le novità riguardanti i requisiti e il voto di ammissione al suddetto esame.

AMMISSIONE ESAME DI STATO

Lo scrutinio finale è presieduto dal dirigente scolastico o da un suo delegato.

L’ammissione all’esame di Stato è disposta, in via generale, anche nel caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline e avviene in presenza dei seguenti requisiti …

L’ammissione, dunque, è consentita anche con valutazioni inferiori a 6/10 in una o più discipline.

I requisiti, che gli studenti delle classi terze devono possedere ai fini dell’ammissione all’esame, sono i seguenti:

  • aver frequentato almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato, fatte salve le eventuali motivate deroghe deliberate dal collegio dei docenti;
  • non essere incorsi nella sanzione disciplinare prevista dall’articolo 4, commi 6 e 9 bis, del DPR n. 249/1998 (ove è si dispone l’esclusione dalla scrutinio finale per comportamenti connotati da una gravità tale da costituire un elevato allarme sociale);
  • aver partecipato alle prove nazionali di italiano, matematica e inglese predisposte dall’Invalsi.

VOTO DI AMMISSIONE

Il consiglio di classe attribuisce agli alunni ammessi all’esame di Stato un voto di ammissione sulla base del percorso scolastico e dei criteri definiti dal collegio dei docenti.

Il voto di ammissione è espresso in decimi, senza utilizzare frazioni decimali, e può anche essere inferiore a sei decimi, nei casi di ammissione all’esame con una o più insufficienze (parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento).

NON AMMISSIONE ALL’ESAME

La non ammissione all’esame di Stato, come si evince dalla lettura del DM n. 741/2017 e della nota n. 1865/2017 e come già detto a proposito dell’ammissione alla classe successiva, costituisce un’eccezione; una misura cui ricorrere sulla base di valutazioni relative all’acquisizione dei livelli di apprendimento e al processo generale di crescita dell’alunno.

Il consiglio di classe, sulla base delle suddette valutazioni, in caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline, può deliberare la non ammissione all’esame.

Nei casi di non ammissione, il voto dell’insegnante di religione cattolica o di attività alternative (per gli alunni che si sono avvalsi dell’insegnamento), se determinante, viene espresso tramite un giudizio motivato iscritto a verbale.

La non ammissione va deliberata sulla base dei criteri definiti dal collegio dei docenti.

CRITERI DI NON AMMISSIONE

Dei criteri di non ammissione (sebbene in riferimento alla classe successiva) abbiamo già parlato, evidenziando che, una volta definiti dal collegio dei docenti, gli stessi vanno poi correlati a variabili legate al vissuto dell’alunno, affinché la decisione (di ammissione o meno) sia quanto più possibile confacente alla crescita socio-culturale dello stesso. Definizione criteri non ammissione

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