Articolazione modulare del monte ore annuale di ciascuna disciplina e delle classi per gruppi di livello: ecco cosa si potrà decidere nel PTOF

di Nino Sabella

La flessibilità didattica e organizzativa costituisce l’aspetto maggiormente qualificante di una Scuola che vuole essere veramente autonoma e rispondente ai bisogni formativi dell’utenza e, in generale, del territorio.

La flessibilità didattica e organizzativa costituisce l’aspetto maggiormente qualificante di una Scuola che vuole essere veramente autonoma e rispondente ai bisogni formativi dell’utenza e, in generale, del territorio.

La detta flessibilità, prevista dal DPR n. 275/ 99 “Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell'art. 21 della L. 15 marzo 1997, n. 59”, ha trovato un nuovo impulso nella legge n. 107/2015, la cui finalità principale è proprio quella di dare piena attuazione all’autonomia scolastica, come leggiamo al comma 1:

Per affermare il ruolo centrale della scuola nella società della conoscenza e innalzare i livelli di istruzione e le competenze delle studentesse e degli studenti, rispettandone i tempi e gli stili di apprendimento, per contrastare le diseguaglianze socio-culturali e territoriali, per prevenire e recuperare l'abbandono e la dispersione scolastica, in coerenza con il profilo educativo, culturale e professionale dei diversi gradi di istruzione, per realizzare una scuola aperta, quale laboratorio permanente di ricerca,sperimentazione e innovazione didattica, di partecipazione e di educazione alla cittadinanza attiva, per garantire il diritto allo studio, le pari opportunità di successo formativo e di istruzione permanente dei cittadini, la presente legge da' piena attuazione all'autonomia delle istituzioni scolastiche di cui all'articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, anche in relazione alla dotazione finanziaria.

Il comma 3 della medesima legge stabilisce, inoltre, che la piena realizzazione del curricolo scolastico e degli obiettivi prefissati dai commi 5-26, delle potenzialità e degli stili di apprendimento nonché della comunità professionale scolastica con lo sviluppo del metodo cooperativo, nel rispetto della libertà di insegnamento, la collaborazione e la progettazione, l'interazione con le famiglie e il territorio sono perseguiti mediante le forme di flessibilità dell'autonomia didattica e organizzativa previste dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275.

La flessibilità didattica e organizzativa, dunque, costituisce lo strumento principale per conseguire gli obiettivi di ciascuna autonoma Istituzione scolastica e quelli previsti dalla legge n. 107/2015.

Lo stesso concetto è ribadito nella circolare MIUR dell’11/12/15 “Orientamenti per l’elaborazione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa”.

Quali sono gli obiettivi prefissati nella legge n. 107/2015 da conseguire tramite le dette forme di flessibilità?

Come detta il comma 3, sono tutti gli obiettivi previsti dai commi 5-26, volti al potenziamento-miglioramento dell’offerta formativa (ne abbiamo parlato in “Riforma. Potenziamento offerta formativa: quali competenze cosa inserire nel PTOF”), per il conseguimento dei quali è stato istituito l’organico dell’autonomia, come leggiamo al comma 5:

Al fine di dare piena attuazione al processo di realizzazione dell'autonomia e di riorganizzazione dell'intero sistema di istruzione, e' istituito per l'intera istituzione scolastica, o istituto comprensivo, e per tutti gli indirizzi degli istituti secondari di secondo grado afferenti alla medesima istituzione scolastica l'organico dell'autonomia, funzionale alle esigenze didattiche, organizzative e progettuali delle istituzioni scolastiche come emergenti dal piano triennale dell'offerta formativa predisposto ai sensi del comma 14. I docenti dell'organico dell'autonomia concorrono alla realizzazione del piano triennale dell'offerta formativa con attività di insegnamento, di potenziamento, di sostegno, di organizzazione, di progettazione e di coordinamento.

Dal dettato normativo si evince chiaramente che il potenziamento dell’offerta formativa è legato all’organico dell’autonomia, che a sua volta dovrà essere gestito con flessibilità riguardo all’organizzazione e svolgimento delle varie attività e progetti (curricolari ed extracurricolari), come ribadito dalla detta circolare del MIUR dell’11/12/15:

Il nuovo quadro normativo, quindi, nel pieno rispetto delle scelte delle Istituzioni scolastiche autonome e della libertà di insegnamento, sollecita una profonda riflessione e un rinnovato impegno nella progettazione e nell’utilizzo delle forme di flessibilità, che in alcuni casi potrebbe essere ineludibili.

Quali sono le forme di flessibilità didattica e organizzativa indicate dalle norme suddette?

La legge n.107/2015, richiamando il DPR n. 275/99, prevede le seguenti forme di flessibilità:

a) articolazione modulare del monte orario annuale di ciascuna disciplina, ivi compresi attività e insegnamenti interdisciplinari;

b) potenziamento del tempo scolastico anche oltre i modelli e i quadri orari, nei limiti della dotazione organica dell'autonomia di cui al comma 5, tenuto conto delle scelte degli studenti e delle famiglie;

c) programmazione plurisettimanale e flessibile dell'orario complessivo del curricolo e di quello destinato alle singole discipline, anche mediante l'articolazione del gruppo della classe.

La circolare MIUR dell’11 dicembre 2015, richiamando sempre quanto stabilito nel DPR 275/99, prevede l’adozione di modalità che prevedano di poter lavorare su classi aperte e gruppi di livello per l’attuazione di una didattica individualizzata e personalizzata e fa riferimento alle esperienze, già sperimentate, di recupero e/o potenziamento in orario curricolare o extracurricolare, fondate anche su attività organizzate per gruppi di lavoro con tutoraggio esercitato dagli studenti stessi.

Delineato il quadro normativo di riferimento, proviamo a fornire qualche esempio concreto di flessibilità didattica e organizzativa.

Articolazione modulare del monte ore annuale di ciascuna disciplina

Il monte ore annuale di una disciplina o di più discipline, aggregate anche in forma laboratoriale, potrebbe essere articolato, anziché nella durata dell'anno scolastico, in un progetto intensivo di durata bimestrale o quadrimestrale, al fine di rispondere al meglio a quelli che sono i ritmi di apprendimento degli allievi. Prendiamo, ad esempio, un Istituto Tecnico (indirizzo AFM): le 66 ore annuali di Diritto ed Economia (biennio) potrebbero essere svolte interamente nel primo quadrimestre e, a loro volta, le 66 ore annuali di fisica/chimica – fisica è prevista al primo anno, chimica al secondo – (materie alla quali gli alunni si accostano con una certa difficoltà) potrebbero essere svolte interamente nel secondo quadrimestre.

Articolazioni delle classi per gruppi di livello

Premettendo che l’eterogeneità delle classi deve restare un punto fermo, considerata la sua valenza educativa e formativa, è possibile costituire gruppi di alunni che consentano di dare risposte efficaci sia alle esigenze di recupero degli allievi più deboli sia alle attese di potenziamento delle eccellenze. Le classi potrebbero, quindi, essere scomposte in diversi gruppi che perseguono obiettivi momentaneamente diversi come il recupero o l'approfondimento. 

Immaginiamo, ad esempio, che alcuni alunni delle classi prime di una scuola secondaria di primo grado presentino difficoltà di lettura e comprensione, alcuni altri presentino un livello di conoscenze e competenze medio e altri ancora un livello alto; si potrebbero progettare attività (in orario curricolare) di recupero, consolidamento e potenziamento per i tre gruppi di allievi, quindi, stabilire il numero delle ore da destinare a tali attività (uguali per i tre gruppi), distribuendole settimanalmente (1/2 ore settimanali), indicare i giorni in cui svolgerle e i docenti che dovranno svolgerle.

Un interessante contributo relativo alle varie forme flessibilità didattica e organizzativa, che le Scuole possono adottare, è stato fornito dal dirigente scolastico Alessandro Basso, preside di un Istituto superiore della provincia di Pordenone.

Sebbene la proposta del detto DS sia focalizzata sull’impiego dei docenti dell’organico del potenziamento assunti in fase C, alcuni dei suggerimenti forniti costituiscono un esempio di gestione flessibile dell’organico e dell’attività didattica.

Organico di potenziamento. Esempio di divisione delle classi e della didattica laboratoriale

Sarà compito delle Istituzioni scolastiche, nella loro dimensione individuale (dirigente scolastico) e collegiale, attuare le sopra illustrate forme di flessibilità didattica e organizzativa nella maniera più efficiente ed efficace possibile.   

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