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Granato (M5S): no tempo pieno con insegnanti volontari, si svilirebbe funzione docente

di redazione

Il Ministro Bussetti, nei giorni scorsi, ha lanciato una proposta che ha sollevato subito le critiche dei docenti, ossia lo svolgimento di attività volontarie e non retribuite per contrastare la dispersione scolastica.

Bussetti, a Sud ci vuole più tempo pieno con insegnanti volontari

A fianco dei docenti si è schierata la Sen. Bianca Laura Granato (M5S), che ha ripreso la questione con un post su FB.

La Senatrice ha dapprima affermato di comprendere le preoccupazioni dei docenti, anche alla luce di cosa sono stati capaci alcuni dirigenti da quando è nata la legge 107/2015, poi ha evidenziato il gravoso lavoro sommerso svolto dagli insegnanti e, infine, ha dichiarato di schierarsi con coloro che non vogliono lavorare gratuitamente.

Lavorare senza retribuzione, secondo la Granato, non farebbe altro che svilire ulteriormente la funzione docente

Ecco il post:

Cari amici docenti,
comprendo le vostre preoccupazioni circa l’eventuale “volontariato” da svolgersi per contrastare il fenomeno della dispersione scolastica, abbiamo visto di cosa sono stati capaci alcuni dirigenti da quando è nata la legge 107/2015 con il suo RAV (rapporto di autovalutazione) e il suo PM (piano di miglioramento) per obbligare o meglio indurre i docenti con le buone o con le cattive al molto sommerso con cui ormai si mandano avanti le scuole italiane, la maggiorparte del quale, come ben sappiamo, non ha oltretutto alcuna ricaduta formativa sugli studenti, anzi il contrario.
Io, come ho sempre fatto, sto dalla parte di chi non accetta di accollarsi gli oneri derivanti da una legislazione errata quale la legge 107/2015 e sto dalla parte di chi quindi rifiuta di sottoporsi al lavoro sommerso per principio, innanzitutto perché quel lavoro sommerso sottrae al precariato opportunità di collocamento e di stabilizzazione, secondariamente perché svilisce la funzione docente dirottando le energie destinate all’insegnamento in attività che con esso nulla, ma proprio nulla hanno a che spartire.
Se veramente si vuole migliorare la qualità dell’offerta formativa delle scuole italiane bisogna investire risorse o impiegare in contrasto alla dispersione scolastica quelle investite in progettualità poco proficua . Non possono essere i docenti, malmenati, offesi e trattati fino ad oggi dalla politica come degli “assistiti” coloro sui quali si scaricano gli effetti di una società sfasciata dai disvalori del consumo e del mercato, perché tentino di porvi rimedio a costo zero, perché i signori del capitale che di quei danni sono i principali responsabili, non debbano poi con una tassazione adeguata pagarne le conseguenze.
Gli insegnanti per lo stipendio che percepiscono e per i sacrifici che affrontano quotidianamente meriterebbero ben altro che una pacca sulla spalla ed un bonus di merito, erogato perlopiù in maniera secretata e per aver fatto tutt’altro che gli insegnanti.
A sanare queste ignobili piaghe che conosce solo chi la scuola la vive e la ama come me e come tanti di voi che hanno scelto di svolgere la professione docente, non vi si sono sottoposti come ad un comodo ripiego per avere un posto fisso, sarà impegnata la mia attività di parlamentare della Repubblica Italiana.

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