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Pochi gli insegnanti di sostegno. Fedeli: appena hanno la possibilità passano al posto comune, ma specializzandi del III ciclo andranno subito in ruolo, ci sono 10.011 posti

di redazione

Siamo, ormai, a dicembre e le associazioni di genitori di figli disabili continuano a denunciare una scarsa presenza degli insegnanti di sostegno su tutto il territorio nazionale.

Interrogazione dell’On. Bechis in cui si chiede alla Fedeli contezza relativamente ai posti vacanti e a come si intenda ovviare, in tempi brevi, a questo disagio che va a ledere gravemente il principio di continuità didattica.

15.100 posti trasformati da organico di fatto in organico di diritto nell’a.s. 2016/17

Nella propria risposta il Ministro Fedeli ricorda che già lo scorso anno sono stati trasformati 15.1000 posti da organico di fatto in diritto. Parte di questo contingente è stato riservato ai docenti di sostegno, al fine di garantire la continuità didattica e il rispetto del diritto allo studio delle studentesse e degli studenti con disabilità.

I corsi di specializzazione

Per ovviare alla carenza di docenti specializzati sul sostegno – ricorda il Ministro – il MIUR inoltre ha adottato nel 2017 due decreti, il n. 141 e il n. 226, di marzo e di aprile, con cui è stato avviato un corso di specializzazione per il sostegno alle alunne e agli alunni con disabilità per complessivi 9.949 posti, corrispondenti alla capacità massima di accoglienza offerta dalle università di tutto il Paese.

Questi corsi di specializzazione – prosegue ancora il Ministro – consentiranno di coprire in modo sostanzialmente integrale i 10.011 posti che nell’anno scolastico 2017-2018 sono rimasti vacanti e disponibili in organico di diritto per carenza di docenti specializzati, iscritti nelle graduatorie utili all’immissione in ruolo.

Su quest’ultima affermazione vale la pena di soffermarsi, dato che essa non considera il fatto che spesso i docenti sono iscritti in graduatorie di province diverse rispetto a quelle in cui si verifica la disponibilità dei posti, nonché il fatto che numerosi docenti che stanno frequentando il corso appartengono alla II fascia delle graduatorie di istituto e dovranno quindi ancora iscriversi nelle graduatorie di merito regionali e attendere da lì la nomina in ruolo (previo superamento del III anno FIT).

Docenti di sostegno preferiscono chiedere il trasferimento a posto comune

Il Ministro ha anche additato la carenza degli insegnanti di sostegno al fatto che numerosi docenti specializzati nell’insegnamento su posto di sostegno appena hanno la possibilità (5 anni dopo l’immissione in ruolo) preferiscono chiedere il trasferimento su posto comune.

Da ultimo il Ministro ha ricordato che il Decreto Legislativo n. 59/2017, che si occupa del reclutamento e della formazione iniziale dei docenti, ha previsto un nuovo modello di assunzione che conferma l’attenzione alla qualità della formazione, professionalizzando sempre di più la figura del docente di sostegno, facendo in modo che i giovani che vinceranno i nuovi concorsi saranno formati adeguatamente grazie alla frequenza di un apposito percorso universitario in pedagogia e didattica speciale.

I posti in deroga

E tuttavia, nell’immediato tali soluzioni potrebbero non essere sufficienti, a causa dei posti annualmente assegnati in deroga. Ne parliamo con Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario confederale Cisal ” “L’incremento del personale specializzato è vero, c’è stato, perché stando ai dati del Miur, i posti per docenti di sostegno assegnati hanno raggiunto quota 138.849, uno ogni 1,7 alunni con disabilità segnando un incremento rispetto all’anno precedente pari a +11,5% e del +57% rispetto a dieci anni prima-

Eppure nelle scuole il trend di incremento degli insegnanti per disabili è stato tutt’altro che ravvisato. “Nelle nostre scuole c’è una perenne emergenza sostegno – commenta Pacifico – con i presidi e il loro staff costretti ogni giorno a inventarsi di tutto per affiancare gli alunni con disabilità rimasti privi del loro docente di sostegno. Il nodo da sciogliere è sempre lo stesso: è accertato che annualmente, ormai da tempo, le iscrizioni di ragazzi disabili aumentano su tutto il territorio di 7-8mila, ma invece di adeguarsi a questo trend al Miur continuano ad essere fermi a norme sugli organici vecchie e legate a logiche di basso risparmio”.

“Mi riferisco – continua il sindacalista autonomo – soprattutto alle 40mila cattedre di sostegno rimaste in organico di fatto: una costrizione anacronistica, nata in via provvisoria vent’anni fa con la Legge 449/1997 (art. 40) che aveva introdotto temporaneamente dei posti in deroga: dopo varie conferma, l’ex Ministra Maria Chiara Carrozza con la Legge 128/2013 è riuscita addirittura nell’impresa di normare questa copertura fittizia del fabbisogno scolastico di insegnanti, introducendo la quota fissa del 30% dei posti di sostegno liberi da coprire con supplenze annuali da assegnare fino al 30 giugno dell’anno successivo. Il fatto che si tratti di cattedre vacanti a tutti gli effetti, peraltro in aumento, non importa a nessuno: nei fatti, questi posti rimangono indisponibili sia per i trasferimenti sia per le immissioni in ruolo”.

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