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Germani (Anquap): si concluda al più presto il concorso DSGA. A scuola si può tornare anche d’estate

di Ilenia Culurgioni

Giorgio Germani, Presidente Anquap, Associazione nazionale quadri delle Amministrazione Pubbliche, spiega in un’intervista gli emendamenti presentati al decreto scuola in discussione al Senato, le problematiche relative al concorso DSGA rimasto inconcluso.

Il bando del concorso DSGA è stato emanato nel dicembre 2018, sono trascorsi oltre 16 mesi, ma l’approdo alle graduatorie sembra essere lontano. Si riuscirà ad assumere a settembre?

Si è svolta la preselettiva, hanno svolto le prove scritte che sono state corrette solo in sette regioni e delle altre non ne sappiamo nulla. Precisamente, le prove scritte sono state corrette in Sardegna, Marche, Umbria, Abruzzo, Campania, Piemonte e Friuli. Sette su diciotto quindi, perché ovviamente le due regioni autonome Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige sono fuori da questa operazione.

E sulla prova orale?

Sulla prova orale non si sa nulla. Alcuni avevano fissato i calendari prima che succedesse l’emergenza, ma poi li hanno annullati. Noi continuiamo a sostenere che le prove orali possano essere svolte a distanza, con modalità telematica. Facciamo gli esami universitari e le sedute di laurea. 

Decreto scuola 8 aprile, n. 22 in discussione al Senato: avete presentato degli emendamenti? Cosa riguardano?

Sì, li abbiamo presentati con Anp e FP Cida. Gli emendamenti sono stati presentati per finanziamenti ulteriori per l’acquisto di strumenti digitali; sugli assistenti tecnici affinché diventino una figura presente nelle scuole di ogni ordine e grado e quindi anche nel primo ciclo; per superare le scuole sottodimensionate, dove non si può mandare in via esclusiva un dirigente e un direttore: noi riteniamo che ogni scuola autonoma debba avere a tempo pieno un dirigente e un direttore. Ce ne sono in giro 360, mandiamo il dirigente in reggenza, un direttore in assegnazione e si ritrova così con due croci: la croce della sua scuola e quella di una seconda scuola. Tra l’altro i direttori non vengono pagati da sei anni, c’è un’indennità mensile di appena 214 euro e dall’anno scolastico 2014/15 non viene corrisposta. Se per avere ciò che ci spetta dobbiamo ricorrere al giudice, è un po’ imbarazzante. 

Cosa chiedete alla Ministra Azzolina?

Che si concluda il concorso e si assumano su tutti i posti vacanti e disponibili, perché non si ha nemmeno certezza se si assumeranno tutti. Noi riteniamo che debbano essere assunti tutti i vincitori del concorso, che si fa dopo vent’anni ed è il primo. I posti ci sono – oltre 3000 – assumiamoli tutti. Chiediamo inoltre che si assumano coloro che sono rimasti nelle graduatorie del 2010 dal passaggio dal B al D. Chiediamo che si faccia una graduatoria permanente per i facenti funzione, per gli assistenti laureati con laurea specifica e per chi è ancora nella ex graduatoria dei responsabili amministrativi. Chiediamo che gli emendamenti vengano accolti e che si torni a scuola il prima possibile. 

Noi crediamo molto alla didattica in presenza, molto meno alla didattica a distanza. Deve essere complementare ma non sostitutiva, deve essere una scelta e non un obbligo. Crediamo che tra nessuno a scuola e tutti a scuola vi sia uno spazio perché qualcuno a scuola ci possa tornare anche d’estate. 

Quindi prima di settembre?

Se si ipotizzano i centri estivi, non capisco perché non si possano organizzare i corsi estivi negli edifici scolastici anche utilizzando i docenti, senza far rimettere le ferie a nessuno. Rientrare prima soprattutto per i ragazzi che hanno più bisogno e disagio. Mi è stato raccontato che ci sono scuole dove sono stati comprati dei dispositivi e le imprese non riescono a fornirli perché le scuole sono chiuse: questo è assurdo. 

Come sono stati questi mesi di lavoro agile per il personale ATA? 

Le segreterie erano le più organizzate, perché molte avevano server dati, c’era la possibilità di accesso da remoto sia al server sia al SIDI con le credenziali. Alcune scuole hanno messo a disposizione i propri strumenti, altri hanno lavorato con strumenti individuali. Si è riusciti a lavorare. Il lavoro agile può diventare la regola per una buona parte degli amministrativi, o perlomeno si può alternare il lavoro in presenza con quello a distanza.

Situazione diversa per i collaboratori scolastici

Mi consenta una battuta: la scopa digitale non l’hanno ancora inventata. Questa poteva essere l’occasione per fare le pulizie a fondo. Non entro nella polemica sanificazione o pulizia dei locali, intanto facciamo bene le pulizie con i prodotti adatti. Poi sono state date delle risorse per la sanificazione e se c’è da fare si fa. 

I collaboratori scolastici potrebbero dover misurare la temperatura a studenti e docenti a settembre

Se daranno queste prescrizioni, si farà. Il Ministro ha costituito un comitato in cui c’è appena un docente, non c’è nemmeno un Direttore SGA. Per affrontare i problemi reali è necessario coinvolgere chi li conosce e li vive.

Rifletto infine su un dato: da qui alla fine dell’anno perderemo 76 giorni di scuola, con una media di 5 ore sarebbero quindi 380 ore. Quando le recuperiamo?

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