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Genitori e alunni nei consigli di classe: riflessioni. Lettera

di redazione

Inviato da Tullio Aebischer – Spett.le Orizzonte Scuola, ho letto del DL (atto Senato n. 796 del 25.09.18; http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/50596.htm) sul Consiglio di Classe aperto agli studenti della Primaria e Secondaria di I Grado coll’idea di incrementare il senso di cittadinanza partecipata (https://www.orizzontescuola.it/consigli-di-classe-con-gli-studenti-anche-nella-primaria-la-lega-cambia/).

L’idea di reintrodurre (come ai miei tempi) l’insegnamento dell’Educazione civica è fantastica, ottima, encomiabile visto il basso livello che impera, ma ritengo completamente sbagliato nei modi il rafforzarla con l’ingresso di nuove figure nei Consigli di Classe.

Pretendere che bambini, ripeto bambini, di 10 anni, possano con cognizione di causa essere presenti e partecipare a riunioni con adulti mi sembra una follia. Si è sicuri che tali rappresentanti non rischino di entrare in un vortice di stress e tensioni che la loro età non richiede? Il loro diritto e dovere è iniziare la vita con l’aiuto dei genitori/tutori ai quali è demandata la responsabilità di scelte anche sulla scuola (Rappresentanti dei Genitori, Consiglio d’Istituto).

La partecipazione degli alunni della scuola dell’obbligo alle riunioni degli insegnanti renderebbero queste non libere di esprimersi (forse non ci si fida dei docenti per cui si vuole iniziare l’infiltrazione nell’ultimo fortino?). ‘Non libere’ non perchè i docenti devono complottare, ovviamente, ma ‘non libere’ poichè il confronto è una ricerca, talvolta non facile, aspra e stressante, della verità valutativa sull’alunno. All’alunno e alla famiglia si comunica la decisione finale, ufficiale. Infatti, noi docenti siamo tenuti al riservatezza sulle riunioni. Dovrebbero sottostare a questo obbligo anche i nuovi membri? che potere avrebbe il Preside su queste figure visto che non è il loro datore di lavoro, mentre i docenti sì?

Tutto questo, secondo me, mina ancora di più l’autorità (educativa e formativa) del docente e rivoluziona quello che io chiamo il Triangolo della Scuola (Famiglia – Docenti – Alunni) che deve dimostrare in una forma equilatera la pari dignità e importanza di ogni vertice, ma ognuno nel proprio ruolo. Se vi sono rappresentanti dei genitori e degli alunni nel Consiglio di Classe, allora come docente potrei pretendere di essere presente anche alle decisioni della famiglia a casa. Se in questo periodo della vita si mischiano i ruoli, l’alunno stesso perde i punti di riferimento per costruire un sè da altro. Poi una volta al liceo, sperando con una buona autostima e sicurezza, può iniziare un confronto diretto, e siamo ai fatidici 14 anni. Tutto questo renderebbe allora inutile la suddivisione dei cicli scolastici.

Invece di questa commistione, sarei molto favorevole a che anche gli alunni della Primaria Va elementare e quelli della Secondaria di I Grado svolgessero delle assemblee di classe (si inizia dal piccolo). Non so se si sappia fuori la Scuola, ma noi docenti qualche volta effettuiamo con la classe il cosiddetto Circle Time dove si sta in cerchio col docente che in questo modo non primeggia come nessun altro, ma aiuta la discussione sulla vita in classe. In questo modo ogni alunno si troverebbe, anche psicologicamente, tra pari e senza timori riverenziali. Anzi questo sarebbe un buon toccasana per isolare i bulli, chi prevarica poichè ci si potrebbe contare. I risultati di questi incontri (inizio in piccolo della capacità di relazionare sui propri bisogni e desideri) in busta chiusa sarebbero inviati direttamente al Preside che ne informa il Coordinatore e il CdC.

Utilizzare i rappresentanti degli alunni per esprimere eventuali, diciamo, angherie dei docenti mi sembra completamente fuori luogo. Per questo vi sono i genitori che chiedono l’incontro al Coordinatore della Classe o/e al Preside filtrando il dovuto o eventualmente subito la denuncia alle forze dell’ordine. I rappresentanti bambini avrebbero la forza di sopportare tale confronto? Ho molti dubbi psicologici.

Questo per gli alunni, ovviamente maggiore opposizione ho per i genitori nei CdC. Si perderebbero i confini tra il lavoro di docente e ruolo della famiglia. Non che questo voglia significare non collaborazione, anzi questa, per il suddetto Triangolo della Scuola, deve essere incrementata, ma ognuno ha un ruolo con relative responsabilità e con reciproco rispetto.

Se alla fine si farà questo cambiamento, allora non si diano tutte le responsabilità ai docenti in merito alla vigilanza. Chi vota si ritiene che abbia una maturità tale da vegliare su se stesso. Oppure si fa all’italiana, quando mi conviene, allora ….

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