item-thumbnail

Garantire la presenza dei docenti in classe. Lettera

di redazione

Inviato da Bruno Fabozzi – Mi chiamo Bruno Fabozzi e sono un docente di scienze motorie; ho inviato questa mia riflessione a diversi membri della VII Commissione Parlamentare nella speranza che qualcuno dei destinatari si degnasse di leggere e fare una riflessione sull’argomento, ma tutto tace.

Premesso che, comprendo ed è logico e normale che tutti vogliano una scuola efficiente, moderna e di qualità, dove tutto possa funzionare bene e che a questo, possa corrispondere anche uno stipendio adeguato. Intanto, bisogna prendere atto che, per quanto concerne la qualità, qualcosa si può fare, ma per quanto riguarda lo stipendio forse bisogna attendere momenti migliori.

Quindi, sarebbe il caso di iniziare con il migliorare le cose che non hanno un costo e che anzi, farebbero anche risparmiare qualcosa. Non è mia intenzione voler fare un’analisi delle tante criticità, né elencare le cose che determinano la qualità della scuola, ma ritengo necessario soffermarmi su uno degli aspetti organizzativi di prima necessità: garantire la presenza dei docenti in classe. Forse non tutti sanno come vengono sostituiti i docenti assenti, nè sanno che i fondi assegnati per le sostituzioni terminano nel giro di due mesi; qualcuno ha pensato di aver risolto con l’organico potenziato! No, purtroppo troppe scuole si reggono solo grazie ai docenti di sostegno i quali, molto spesso, invece di ottemperare ai loro compiti istituzionali, vengono chiamati a sostituire i colleghi assenti ai danni di alunni svantaggiati che vengono privati di un loro diritto; lo so, mi direte tutti che non è giusto e non è legale e che, peraltro, una specifica circolare lo vieta anche, ma d’altra parte, non è legale neanche:
smistare gli alunni tra le varie classi,
accorpare più classi anche temporaneamente,
far entrare più tardi o anticipare l’uscita degli alunni ,
lasciare la classe incustodita, (per questo poi, esiste anche la “culpa in vigilando”)
ed allora, signori cari, come possiamo risolvere? Si può parlare di qualità senza mettere prima le basi per un discorso di qualità?

Molte scuole (soprattutto al nord), questo problema lo hanno risolto con una soluzione illegale:
premesso che le cattedre sono di 18 ore, ogni docente invece di insegnare per 18 lezioni di 60 minuti a settimana, svolge il proprio lavoro in 20 lezioni di 54 minuti, dedicando 18 lezioni alla propria disciplina e 2 a disposizione della scuola che ne decide l’impiego.
Dunque, con una semplice Circolare Ministeriale, si potrebbe rendere legale e facoltativa questa soluzione lasciando così alle scuole interessate la facoltà di scegliere questo tipo di organizzazione. Tale soluzione, consentirebbe alla scuola di avere un credito di due ore a settimana da ogni docente (per un totale di oltre 60 ore all’anno), da utilizzare per la sostituzione di docenti assenti e/o per l’avvio di progetti e/o attività destinate agli alunni per migliorare e rafforzare l’offerta formativa, il tutto a costo zero…ma purtroppo è illegale.

Dimenticavo,…qualcuno dirà che vengono sottratti gli alunni troppi minuti di lezione che con questo sistema non andrebbero restituiti a tutti, facile rimediare, …anticipiamo di una settimana l’inizio delle lezioni oppure posticipiamo la chiusura, oppure …continuiamo a ledere i diritti degli alunni diversamente abili…tanto loro non protestano…forse non saprebbero neanche farlo.

Buon lavoro e scusatemi ma…sono un vecchio credulone romantico e mi piace pensare che qualcuno di perderà un poco del proprio tempo a leggere questa mia riflessione e chissà… forse anche a condividerla. Sarebbe bello iniziare il prossimo anno scolastico con tale facoltà.

Condividi: