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Floris: concorso e graduatorie sistema sbagliato. Scuole devono bandire concorsi

di redazione

Intervistato da Donna Moderna il giornalista Giovanni Floris ha presentato il suo ultimo libro- reportage sulla scuola.

Si intitola Ultimo Banco ed è nato dalla conoscenza di diverse scuole della penisola, da incontri diretti con gli studenti e i racconti di insegnanti e Presidi.

A Donna Moderna così esprime la sua idea sul modo in cui in Italia vengono assunti i nuovi insegnanti

“In Finlandia, Svezia, Norvegia, Regno Unito, Paesi Bassi, Polonia, Repubbliche baltiche e gran parte dell’Europa dell’Est le assunzioni sono libere . Il sistema è quasi aziendale: sono le scuole a bandire i posti di lavoro (per i quali gli insegnanti presentano domanda) e a gestire le assunzioni (a volte con il concorso delle autorità locali). Questi sistemi scolastici, insieme a quelli di alcuni Paesi asiatici, compaiono regolarmente in vetta alle classifiche mondiali di eccellenza”.

In Italia si “ottiene la cattedra per concorso pubblico (oceanico e difficilissimo) e così si entra in graduatoria, dopodiché, a seconda della tua posizione (quindi anche di quanto sei stato bravo al concorso, attenzione: anche) aspetti che si liberi il posto che ti porterà all’assunzione. Possono volerci mesi, o anni; puoi essere costretto a cambiare città, a cambiare vita… Insomma, se la scuola invecchia non è perché i giovani non vogliano fare i professori”.

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