Esuberi e riconversioni sul sostegno: non è facile essere obiettivi

di Lalla

red – Pubblichiamo una nuova risposta di Liborio Butera al commento di un collega sulle modalità del corso di riconversione su sostegno per docenti in esubero. A margine una notazione di Lalla.

red – Pubblichiamo una nuova risposta di Liborio Butera al commento di un collega sulle modalità del corso di riconversione su sostegno per docenti in esubero. A margine una notazione di Lalla.

Liborio Butera – "La questione relativa alla riconversione sul sostegno, come era ovvio, continua a sollevare un polverone di polemiche sterili ed immotivate. Alla base c’è semplicemente il sacrosanto diritto della difesa del posto di lavoro, ma a volte viene difeso a scapito degli stessi precari storici come denuncia questo docente. Quelli specializzati sul sostegno lo fanno scrivendo a destra e manca, a volte riportando grossolane imprecisioni.

Fra questi il collega Giuseppe Crisà, docente precario specializzato, che risponde ad una mia riflessione

La prima affermazione che fa’ è: “Non è vero che il docente in esubero riconvertito sul sostegno lascia il posto al precario, perché proprio per la condizione di esubero, non vi è il posto per quella classe di concorso (se no non sareste stati “esuberati”)”.

Il collega, affermando ciò, conferma fino in fondo di non conoscere il “sistema scuola”, dovrebbe invece sapere della distinzione fra organico di diritto ed organico di fatto, questo gli permetterebbe di capire che per finire in
esubero non bisogna perdere tutte le ore, come erroneamente invece lui immagina, ma solo una parte di esse. La restante (ciòè quella che non si perde), va a comporre appunto l’organico di fatto per poi essere riassegnata ai docenti soprannumerari. Non essendoci più il soprannumerario perchè “riconvertito”, questa parte sarà inevitabilmente assegnata al precario iscritto nelle graduatorie.

“Vorrei ricordare – scrive ancora – che i docenti di sostegno, ormai da più anni, ed in particolare nella secondaria di secondo grado, non solo sono sufficienti, ma addirittura sono loro stessi in “esubero”, costretti ad iscriversi nelle liste salva precari in attesa di sostituire i colleghi per malattie, maternità o altro".

Anche qui dimostra di essere più “realista del re”, sconfessando i dati ministeriali che parlano di un vuoto in organico di oltre 10mila posti, altrimenti che riconversione sarebbe? A conferma di ciò sono i tanti precari che ogni anno a settembre vengono nominati sul sostegno ed individuati dalle graduatorie incrociate.

poi ancora

“Se il collega si riferisce alla situazione del Nord, ricordi (e sicuramente lo sa) l’esodo di docenti di sostegno dalla Sicilia al nord in occasione della riapertura delle graduatorie permanenti. Prova a dirlo ai colleghi Siciliani quale risorsa è per loro questa “Riconversione“.

Questa tipologia di esodo esiste da sempre, e Crisà dovrebbe saperlo, e più delle volte è servito per ottenere l’immissione in ruolo, provi lui a chiedere ai docenti precari inseriti nelle graduatorie del Nord.

“Caro collega, nel ricordarti che noi lavoriamo da decine di anni sotto la guida della famosa legge n.104/92, da voi stranamente scoperta in questi ultimi mesi…”

Un buon insegnante la prima cosa che dovrebbe fare è proprio quella di studiarsi la legge 104, cosa che io (visto che ti rivolgi a me) ho fatto e che conosco. Ecco perchè accolgo di buon grado la possibilità di una riconversione. La formazione permanente e di lunga durata servirà anche ad approfondire in tutti gli aspetti tale fondamentale legge e quindi a non mandare sul sostegno insegnanti allo sbaraglio.

Poi continua citando: “l’art. 13 comma 5 recita ” Nella scuola secondaria di primo e secondo grado sono garantite attivita’ didattiche di sostegno, con priorita’ per le iniziative sperimentali di cui al comma 1, lettera e), realizzate con docenti di sostegno specializzati, nelle aree disciplinari individuate sulla base del profilo dinamico-funzionale e del conseguente piano educativo individualizzato.”

Anche qui tanta confusione. I docenti in esubero non appartengono solo all’aria tecnica come invece Crisà afferma, vi sono docenti di musica, docenti delle materie giuridiche, ingegneri meccanici e via discorrendo.
Informarsi prima di scrivere eviterebbe di fare affermazioni sbagliate.

“Per ultimo, caro collega, per me che da anni e anni mi batto per la professionalità e la qualità del docente specializzato, sentirti parlare di “professionista che fa una scelta di passaggio di profilo” è quasi un barzelletta: scelta è quando ti dicono: questo o quello; scelta obbligata è quando ti dicono: questo o niente”.

Anche qui si dimostra più “realista del re”, nel decreto direttoriale si legge “su base volontaria”.

“Scegliere in questo modo è, purtroppo molto più semplice. Peccato che la proposta avanzata già tanto tempo fa di creare una classe di concorso apposita per il sostegno dove chi entrava doveva OBBLIGATORIAMENTE permanervi per almeno 10 anni, non sia andata in porto; avrei proprio voluto vedere quanti “professionisti” sceglievano di andare sul sostegno e quanti avrebbero deciso di lottare, come faremo noi, per difendere il proprio posto di lavoro”.

Su quest’ultima affermazione possiamo essere d’accordo"

Lalla – Premesso che l’onda emotiva scatenata dalla pubblicazione del decreto n.7 del 16 aprile coinvolge in pari misura sia i docenti a rischio di esubero (o appartenenti a classi di concorso che potrebbero esserlo), sia i docenti precari che individuano in tale modalità di formazione una diminuzione delle cattedre annualmente assegnate ai docenti a tempo determinato, interveniamo a margine dei commenti finora pubblicati per sottolineare alcuni passaggi. Prendiamo solo spunto dalla lettera del collega Liborio Butera, senza voler soffermarci su di essa, per "ridimensionare" alcune affermazioni che in questi giorni circolano in reste e che a nostro avviso possono indurre a degli errori di valutazione.

E’ difficile concordare con l’affermazione "il docente sovrannumerario non esisterà in quanto riconvertito sul sostegno". Il docente, una volta (ahimè) acquisito lo status di sovrannumerario, nel momento in cui il posto si viene a rideterminare in organico di fatto, non perde il diritto a rientrare nel proprio ruolo perchè ha aderito volontariamente al corso di riconversione sul sostegno. Questo significa che non è possibile contare, oggi, quanti posti saranno realmente in esubero e quanti saranno invece utilizzati per il sostegno.

Forse potremmo provare a considerare che sarà data facoltà di scelta (rientrare nel proprio ruolo o riconvertirsi definitivamente sul sostegno), ma in assenza di normativa su una questione così delicata affermazioni perentorie possono, a nostro parere, indurre a degli errori di valutazione sulla situazione "esuberi".

Tra l’altro, dato che nel decreto è previsto che i docenti iscritti e frequentanti il corso possono essere utilizzati su posto di sostegno dopo l’acquizione del livello intermedio, forse in una prima fase sarebbe auspicabile che l’utilizzo del docente "riconvertito" fosse limitato esclusivamente ai casi in cui non sia stato possibile riassorbirlo neanche in organico di fatto.

Per quanto riguarda il numero degli esuberi e le classi di concorso coinvolte, questi derivano da un incontro del 26 gennaio tra Ministero e Sindacati. Esuberi e riconversione. La situazione per ogni ordine di scuola e le classi di concorso coinvolte

In quell’occasione il Ministero ha chiarito che il grosso degli esuberi riguarda la scuola secondaria di II grado e in particolar modo le classi di concorso A/075 e la A/76 e le classi della tabella C (ITP) e D (Questa tipologia di intervento comprenderà i docenti in esubero e non, in quanto gli istituti istituti d’arte presto cesseranno di esistere), in misura molto minore scuola secondaria di grado e scuola primaria.

Inoltre ricordiamo le affermazioni del sottosegretario all’Istruzione, Rossi Doria: "Nell’anno scolastico corrente 2011/2012 l’esubero si è determinato in 10.706 unità docenti, in buona parte concentrato nella scuola secondaria di secondo grado, ove, accanto al riordino dei cicli, si è verificata la maggiore diminuzione della popolazione scolastica. L’esubero, tuttavia, viene determinato e conteggiato in organico di diritto, e viene poi riassorbito quasi completamente in organico di fatto In altre parole, i docenti in esubero all’inizio dell’anno scolastico trovano possibilità di utilizzazione su posti derivanti da esoneri e comandi del personale di ruolo, su posti derivanti dall’unificazione degli spezzoni di orario disponibili utilizzabili solo in organico di fatto, su posti di sostegno (in deroga ai quali è possibile destinare il personale di ruolo in possesso del titolo di specializzazione e, in mancanza, anche il personale non specializzato).

Purtroppo non conosciamo ancora quale sia stato l’impatto dei pensionamenti, il riassorbimento che ci sarà in alcune classi di concorso, nonchè il ridimensionamento degli istituti scolastici.

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