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Edilizia e dirigenti, due disegni di legge per sgravarli di responsabilità

di redazione

Sono due i disegni di legge presentati in Parlamento che si propongono di affrontare l’anno sa questione delle responsabilità dei presidi relativamente all’edilizia scolastica.

Infatti, l’attuale normativa pone il dirigente scolastico come responsabile da un punto di vista amministrativo e penale relativamente alle problematiche inerenti l’edilizia scolastica.

Una responsabilità che ha sempre fatto borbottare le associazioni di categoria e i sindacati, fino alla condanna del dirigente dell’Aquila a seguito del terremoto.

Il problema sorge perché il dirigente, seppure responsabile, non ha alcun potere di intervento sull’edilizia che resta nelle mani delle amministrazioni locali.

Così, due proposte di legge cercano di mettere ordine in questo roveto. Innanzitutto la proposta 3693 che rende il dirigente responsabile solo della vigilanza per i rischi attinenti all’attività scolastica.

La valutazione dei rischi strutturali e dell’individuazione degli interventi restano nelle mani dell’ente proprietario.

L’altra è la n. 3830 che rende il dirigente totalmente esente da responsabilità, ma con condizione di aver richiesto di interventi strutturali di manutenzione  necessari per la sicurezza. Escluso, rimanendo ad appannaggio esclusivo degli enti proprietari, i locali tecnici, sottotetti tetti e locali no usati dalla scuola.

Manca un elenco, nel testo di legge, degli ambiti strettamente spettanti ai dirigenti che rischia di vanificare il tentativo di deresponsabilizzazione.

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