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Docenti sostegno vincitori di concorso ma non assunti, Rapisarda: non sono figli di un Dio minore

di redazione

In questi giorni, il Direttore dell’I.Ri.Fo.R. Gianluca Rapisarda ha denunciato al nostro Giornale l’ennesimo caso di ordinaria “disamministrazione” del nostro sistema d’inclusione.

Mi riferisco -dichiara Gianluca Rapisarda- all’incomprensibile e paradossale mancata assunzione in Toscana dei Docenti specializzati vincitori dell’ultimo concorso del 2016 per la Scuola secondaria di 2° Grado.

Com’è noto – precisa il Direttore scientifico Gianluca Rapisarda-, tra la primavera e l’estate del 2016 si è tenuto il suddetto “famoso” concorso, del quale, ai primi di settembre dello stesso anno, erano già pronte le graduatorie dei vincitori. Per quanto riguarda il sostegno nelle scuole superiori della Toscana, la graduatoria era composta da 90 vincitori.

Ebbene– prosegue il Direttore Gianluca Rapisarda- ad oggi, 45 di questi docenti vincitori attendono ancora inspiegabilmente la stabilizzazione, nonostante l’enorme quantità di posti disponibili sul sostegno.

In altre parole, al solo fine di risparmiare, il Ministero ha preferito continuare ad utilizzare gli insegnanti specializzati vincitori del concorso 2016 con incarichi precari ed a contratto a tempo determinato.

Tutto ciò -commenta il Direttore dell’I.Ri.Fo.R. Gianluca Rapisarda- è avvenuto sfortunatamente in tutta Italia e non solo in Toscana e malgrado il Governo uscente abbia più volte dichiarato “solennemente” di voler eliminare per sempre la “supplentite”, che è uno dei “mali scolastici” più radicati e diffusi del sostegno italiano.

Come se non bastasse –continua il Direttore Gianluca Rapisarda-, il 29 marzo u.s., con la Nota 16041, il MIUR ha stabilito che non effettuerà nessuna nuova assunzione in ruolo sul sostegno in tutta Italia, mentre stabilizzerà 3530 cattedre su posti comuni.

L’auspicio -conclude Gianluca Rapisarda- è che il Governo che verrà corregga il tiro e metta concretamente al centro della propria agenda l’inclusione, smettendola finalmente di considerare i docenti per il sostegno meno importanti dei loro colleghi curricolari e di trattare gli alunni con disabilità come figli di un Dio minore.

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