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Docenti e ATA dipendenti regionali: Lombardia, Veneto ed Emilia già pronte ad assumere. Regionalizzazione è nel DEF

di Anselmo Penna

La regionalizzazione della scuola è un progetto concreto di questo Governo oppure no? Molto si è dibattuto in questi giorni dopo le anticipazioni di Orizzonte Scuola su possibili docenti assunti dalle Regioni.

Le anticipazioni di Panini

Enrico Panini, ex segretario FLCGIL, ha scritto un lungo post sul proprio profilo, anticipando un progetto di autonomia della regione Veneto che prevede la possibilità di assunzione diretta di docenti e impossibilità di spostarsi da una regione all’altra, consentendo la mobilità soltanto all’interno dei confini regionali.

Un progetto che è stato definito di “secessione dell’istruzione” scatenando polemiche e costringendo alcuni esponenti politici della maggioranza ad intervenire per cercare di placare gli animi.

Regionalizzazione è nel DEF

In realtà, il processo di regionalizzazione di alcuni servizi è già iniziato con il precedente Governo. Solo i lettori più attenti di Orizzonte Scuola hanno letto a Marzo 2018 il nostro articolo che anticipava la possibilità da parte delle Regioni di poter assumere propri docenti.

Adesso, la norma di regionalizzazione di alcuni servizi erogati fino ad oggi esclusivamente dallo Stato è presente anche nel DEF 2019, con il nome di “Autonomia differenziata“: “Una priorità è costituita dall’attuazione dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione concernente l’attribuzione di forme e condizioni particolari di autonomia alle Regioni a statuto ordinario. Sulla questione è già stato avviato un percorso con tre Regioni (Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna) nel 2017 e nei primi mesi del 2018. Si tratta, quindi, di portare a compimento l’attuazione di disposizioni così rilevanti per il sistema delle autonomie territoriali del nostro Paese

Lombardia, Veneto ed Emilia già pronte ad assumere docenti

Tra le richieste avanzate da alcune Regioni che puntano ad una autonomia nell’erogazione dei servizi legati all’istruzione, c’è la possibilità di istituire dei fondi per gli organici che potranno essere utilizzati nel caso di organico aggiuntivo.

E’ lo stesso Ministro Bussetti che oggi, in una intervista rilasciata a Flavia Amabile su La Stampa, conferma quanto anticipato dalla nostra redazione. “Alcune Regioni hanno già stanziato risorse per consentire alle scuole di assumere ulteriori docenti e ATA, scorrendo le graduatorie esistenti, al fine di potenziare l’offerta formativa“. Queste le parole di Bussetti.

Chi saranno i docenti e ATA regionali?

A questo punto è possibile fare chiarezza su quanto sta accadendo. Innanzitutto è giusto sottolineare che con la regionalizzazione dei docenti non si intende (non al momento, almeno) il passaggio di tutti i docenti di ruolo alle dipendenze delle Regioni, ma che le Regioni potranno assumere docenti direttamente e pagarli con propri fondi.

Che tipo di contratto avranno, quali saranno i vincoli cui questi docenti dovranno sottostare? E’ vero quanto afferma Panini che questi docenti non potranno chiedere mobilità in altre Regioni? Possibile, dato che saranno assunti e gestiti dalle Regioni. Ma per i particolari bisognerà attendere, dato che l’accordo tra lo Stato e queste Regioni dovrà ancora essere sottoscritto.

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