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Docenti con terza annualità nell’a.s. 2019/20 esclusi da Concorso Straordinario. Lettera

inviata da Ivano Bruni – Quella in corso, con contratto sino al 30 giugno, è la mia terza annualità di servizio completa, più di 180 giorni nell’anno scolastico 2019/2020.

La bozza del decreto siglato il primo ottobre che speravo portasse buone notizie per me e per quelli nella mia stessa situazione, mi ha lasciato basito perché non potrò partecipare al concorso straordinario.

Ma forse è doveroso fare una premessa: sono precario della scuola dal 2014, facendo due calcoli e sommando per intero i giorni di servizio svolti nella scuola pubblica, ho come risultato un numero di giorni che supera le tre annualità richieste (almeno 180×3, escludendo quella in corso).

Come vi dicevo quella in corso dovrebbe essere la mia terza annualità di servizio, dico dovrebbe perché in realtà è la quarta o quasi. Mi spiego meglio: mi è capitato due anni fa di prendere l’incarico sostituendo una collega con un grave lutto in famiglia, perché dopotutto la fortuna di noi precari dipende alcune volte dalla sfortuna degli altri, e quando mancavano diciotto giorni al fatidico 180°, la collega ha avuto la forza di tornare in servizio nonostante la tragedia che aveva colpito la sua famiglia.
In tutta onestà ero contento della sua scelta e lo sono tuttora, dopotutto la scuola è un luogo terapeutico, dove si formano i ragazzi e anche noi insegnanti, noi abbiamo l’obbligo morale di essere giusti e onesti davanti ai drammi degli altri.

Ma ora mi viene un dubbio, o forse è rabbia soltanto, a cosa sono serviti questi anni, forse il Ministro non conosce abbastanza bene il mondo del precariato, passando da una scuola all’altra, alzandosi presto la mattina per essere pronti in caso di convocazione, a cosa serve avere a cuore la formazione dei ragazzi, macinando chilometri ogni giorno per andare a lavorare (io ne faccio quasi 1000 a settimana) se poi la soluzione, con il benestare dei sindacati, per abolire o quanto meno ridurre il precariato è un decreto che non tiene assolutamente conto di quanto sia profondo il pozzo del precariato?

Non credo di essere l’unico a trovarsi in questa situazione, ma francamente il prezzo da pagare per “diciotto giorni mancanti”, nel mio caso, alla terza annualità, senza considerare il servizio che sto svolgendo in questo anno scolastico (contratto sino al 30 giugno), è davvero molto salato.

Mi sorprende, come accennato, il silenzio dei sindacati, mi sorprende che per l’ennesima volta a pagare siamo solo noi, mi sorprende vedere lo giubilo sui media di chi festeggia l’obiettivo raggiunto con l’accordo.

Chiudo lo sfogo augurandomi che venga riconsiderata la posizione di tanti colleghi che come me saranno esclusi dal concorso straordinario, sarebbe una vera ingiustizia sociale per tante persone che, nonostante tutto, credono ancora nella missione del ruolo dell’insegnante.

 

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