Docenti Clil: ancora scarsi nelle lingue, chiedono formazione

di Lucrezia Di Dio

L’Università Cattolica di Milano disegna l’identikit del tipico insegnante chiamato all’uso del Clil. Età over 45, almeno 21 anni di insegnamento alle spalle, competenza linguistica certificata compresa tra B2 e C2. La lingua preferita è l’inglese.

L’Università Cattolica di Milano disegna l’identikit del tipico insegnante chiamato all’uso del Clil. Età over 45, almeno 21 anni di insegnamento alle spalle, competenza linguistica certificata compresa tra B2 e C2. La lingua preferita è l’inglese.

Il monitoraggio effettuato dalla Cattolica per conto dell’Isis Machiavelli di Firenze, è stato effettuato su 873 docenti di discipline non linguistiche e su 198 dirigenti. Il personale monitorato appartiene tutto a licei statali e paritari con indirizzo linguistico poichè hanno avuto la possibilità di sperimentare la metodologia di insegnare una materia in una lingua che non sia l’italiano per circa 3 anni.




Rispetto al 2012-2013, anno in cui ha avuto avvio la sperimentazione del Clil, i docenti mostrano sicuramente una maggiore competenza linguistica. I livelli di competenza certificata variano tra il B2 e il C2  anche se la maggioranza dichiara di avere un livello B2. 4 docenti su 10 hanno un livello B2, 3 docenti su 10 un livello C1, il livello più avanzato, il C2 è posseduto soltanto dal 6,49% dei docenti.

Gli insegnati preferiscono la lingua inglese, scelta dal 70,35% della totalità dei decenti, al secondo posto, utilizzato dal 20,37% degli insegnanti, il francese, solo il 4,2% utilizza lo spagnolo e il 3,84% il tedesco. Il russo è utilizzato solo dallo  0,24%.

Nonostante questo emerge, da parte degli insegnanti, l’esigenza di una maggiore formazione in lingue. E’ il 38,67% dei docenti, infatti, a chiedere una maggiore formazione per la lingua straniera. Tuttora, infatti, le esperienze del Clil fanno fatica ad essere percepite come oggetto di esame di stato anche se l’utilizzo di questo metodo di insegnamento è in aumento. I docenti, però, lo utilizzano ancora sotto la soglia del 50% del monte ore della disciplina coinvolta nella metodologia di insegnamento.

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