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Docenti chiamati al buio, saremmo lieti di essere giudicati all’altezza. Lettera

di redazione

Inviato da Prof. Giuseppe Palazzolo – Leggendo la lettera della DS Laura Biancato non posso che vedere un ennesimo attacco alla tanto vituperata terza fascia.

Tanto per cominciare, la gentile DS dovrebbe indicarci i nomi delle aziende private che assumono per un paio di settimane e poi licenziano su due piedi, perché è proprio ciò che avviene con i nuovi contratti provvisti di clausola risolutiva, che, a conti fatti, si sono rivelati peggiori dei contratti “fino ad avente diritto”.

Chi ieri sbandierava la fine dei contratti senza data certa, oggi tiene ben nascosta la clausola! Non è forse questa una delle cause della girandola di insegnati da lei deprecata? E di chi la colpa? Degli insegnanti di terza fascia che accentando questi contratti non fanno altro che assicurare l’inizio dell’anno scolastico al meglio delle proprie capacità? Permettendo, tra l’altro, al politico di turno di vantarsi dell’avvio regolare delle lezioni!

Mi spiace, ma non ci si può permettere di sorvolare sulle cause storiche di questo sfacelo! Non ci si può fermare solo su un aspetto senza indagarne le cause. Altrimenti si danno informazioni sbagliate all’opinione pubblica, perpetrando i soliti luoghi comuni sul mondo della scuola.

Di chi la colpa se le graduatorie non sono pronte prima dell’avvio delle lezioni, costringendo a doppie convocazioni? Forse delle segreterie col personale ridotto all’osso e oberate di lavoro?

Lei vorrebbe appurare le competenze di un docente prima di assumerlo, il modo ci sarebbe: si chiama concorso! Ma di chi la colpa, se questi procedono a rilento e di quelli dedicati ai non abilitati e ai laureati si son persi le tracce?

Si pretendono sempre più specializzazioni e titoli e poi sul Sostegno si mandano ITP (lungi da me scatenare una guerra tra poveri) appena usciti dalle superiori in alcuni casi. Non sarebbe più corretto, nell’interesse degli alunni, facilitare l’accesso ai corsi per abilitarsi sul Sostegno (oltreché istituirli ovviamente)?

Del resto, per verificare le competenze di un docente, le basterebbe entrare nelle aule. Ma ci vuol tempo. Di chi la colpa, se voi DS spesso siete a capo di più istituti dislocati in più città?

Ci sono migliaia di docenti inseriti in terza fascia che sarebbero ben lieti di poter essere giudicati all’altezza (o meno) dell’insegnamento, ma non ne hanno la possibilità. La scarsa preparazione di alcuni docenti non è certo il male maggiore che affligge la Scuola italiana e da cui hanno origine tutte le altre storture del sistema.

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