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Diplomati magistrali. Cari genitori, il 2 e 3 maggio scioperiamo per difendere diritto ad insegnare

di redazione

Con una lettera aperta il Coordinamento Diplomati Magistrali di Pisa si rivolge ai genitori per spiegare le motivazioni dello sciopero che nelle giornate del 2 e 3 maggio coinvolgerà nuovamente le scuole e che di conseguenza potrà causare dei disservizi.

“Cari genitori,  prima di tutto vi chiedo scusa per il disservizio creato in quest’anno scolastico a causa dei nostri continui scioperi.

Gradirei spiegarvi le motivazioni che ci spingono a scioperare: stiamo cercando di difendere il nostro DIRITTO AD INSEGNARE.

Vi racconto la storia di noi Diplomati Magistrali: tutto ebbe inizio nel 1990, anno in cui lo Stato Italiano stabilì che per insegnare alla scuola dell’infanzia ed alla scuola primaria bisognava aver conseguito la Laurea in Scienze della Formazione Primaria, ma chissà per quale strano mistero ancestrale, tale corso di Laurea vide il suo primo anno accademico solo nel 1999 (ben 9 anni dopo!). E facendo due calcoli veloci, i primi laureati ci furono solo a partire dal 2003.

Essendo necessario garantire la formazione ai bambini che accedevano alla scuola dell’infanzia e della primaria, nonostante le leggi ed i corsi accademici con tempi biblici, in quegli anni le maestre ed i maestri con diploma magistrale furono non solo utili, ma indispensabili a sostenere il sistema scolastico, ricoprendo incarichi su tutta la penisola, nonostante avessero un titolo non ritenuto valido, anche se il diploma rilasciato da scuola Statale riporta la dicitura “Diploma Abilitante”.

Ad aggravare la situazione, per oltre dieci l’Amministrazione non bandì concorsi, condannando così gli insegnanti alla precarietà.

Nel corso degli anni si sono succeduti vari ricorsi per il riconoscimento dell’abilitazione del titolo, attività giuridica conclusasi solo nel 2014; finalmente si ridava dignità al nostro titolo, dichiarandolo abilitante se conseguito entro il 2001/2002.

Purtroppo il destino ci aveva beffati, in quanto nel 2006 le graduatorie alle quali avremmo avuto diritto ad accedere, graduatorie che ci avrebbero dato diritto al ruolo, cioè ad un contratto a tempo indeterminato, erano state trasformate e chiuse, quindi erano a noi precluse .

Partirono così successivi ricorsi per richiedere l’inserimento in graduatoria.

Tre mila furono i primi prodi insegnanti che videro coronare il proprio sogno, entrando finalmente di ruolo.

I successivi ricevettero solo esito di sentenze cautelari, tutte positive, più di 100!

Ma a dicembre del 2017, come una doccia gelida, è giunta la sentenza dell’Adunanza Plenaria che stabilisce che il titolo è abilitante, ma solo per le supplenze.

Poiché crediamo fortemente nell’equità riconosciuta in uno Stato di Diritto, non possiamo tollerare un tale torto.

55.000 maestre e maestri in tutta Italia a breve verranno licenziati, maestre e maestri che insegnano incessantemente da anni, sembra fantascienza, ma è la realtà.

È una vera piaga sociale che si abbatte su di noi!

Non vogliamo nessun privilegio, vogliamo solo difendere la dignità del lavoro svolto fino ad ora ed avere ciò di cui abbiamo DIRITTO.

Amiamo il nostro lavoro e faremo di tutto per difenderlo!

Perdonateci se tra poco più di un mese saremo costretti a salutare i vostri figli, senza avere la certezza di rivederli il prossimo anno, non è per nostro volere, ormai conoscete le motivazioni, anzi stiamo proprio lottando affinché tutto ciò abbia fine.

Sicura della vostra comprensione, vi ringrazio per l’attenzione.

Una maestra DM precaria di Pisa”

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