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Diplomati magistrale. I genitori difendono le maestre e scrivono alla Fedeli: chi saranno gli insegnanti dei nostri figli il prossimo anno scolastico?

di redazione

inviato da Ornella Garelli – Dopo avere appreso da articoli sui giornali e dai telegiornali, le notizie frammentarie e spesso confuse circa la vicenda dei docenti Diplomati Magistrali di scuola infanzia e primaria, abbiamo chiesto al Dirigente Scolastico dell’ Istituto Comprensivo di Ceva di incontrare le maestre dei nostri figli, purtroppo, nostro e loro malgrado, coinvolte in questa vicenda.

Si è pertanto tenuta una riunione il 30 gennaio scorso e finalmente in tal sede abbiamo potuto avere più chiaro il quadro della situazione. Abbiamo perciò capito che a settembre 2018 (se non già in corso di questo anno scolastico) potremmo trovarci a dover raccontare ai nostri figli che le loro maestre non ci saranno più ad accompagnarli nel loro percorso educativo della scuola primaria. Giustificare tale fatto davanti a un bambino sarebbe ancora più complicato per dover spiegare che la maestra “non è andata via” ma “è stata mandata via” pur non avendo commesso nulla di male. Sarebbe impossibile spiegarne i motivi, che anche per noi adulti e cittadini, risultano incomprensibili.

Non intendiamo in questa sede, esprimerci sulla questione dal punto di vista tecnico, legislativo o politico ma semplicemente esprimere le nostre preoccupazioni come genitori fruitori di un servizio pubblico e pertanto in difesa dei nostri figli: i primi soggetti incolpevoli di tutta questa vicenda e purtroppo i primi a subirne le conseguenze.

Vorremmo sottolineare che la precarietà degli insegnanti si riflette sulla collettività e sulla società.

Ne emerge un quadro di povertà educativa dove i soggetti, da un giorno all’altro, diventano oggetti e i diritti acquisiti da un anno all’altro, carta straccia. Com’è possibile che i maestri possano essere assunti, immessi in ruolo (seppur con riserva), ritenuti idonei dopo avere superato positivamente il periodo di prova e infine licenziati? Come è possibile tutto ciò anche alla luce dei soldi pubblici (anche i nostri soldi) spesi per la loro formazione? Come è possibile che migliaia di docenti stiano lavorando da anni con contratto a tempo determinato anche nella nostra scuola e non abbiano la possibilità di arrivare ad una stabilizzazione ed anzi, si ributti nel precariato anche chi già in ruolo? Come è possibile che i docenti rischino anche di non potere più stipulare contratti, neppure da precari, superando i 36 mesi di servizio, come recita l’articolo 131 della L.107/15? Chi sarà nominato per ricoprire le migliaia di cattedre che rimarranno scoperte? Chi saranno quindi i docenti dei nostri bambini?

Ci auguriamo di non dover raccontare a settembre ai nostri figli una tale assurdità e confidiamo nelle competenze di tutti quegli attori istituzionali che sapranno certamente affrontare con umanità e discernimento una situazione così delicata e complessa.

Siamo preoccupati e vorremmo esprimere quanto stiamo vivendo, alla luce di questo ennesimo cambio delle regole per ricoprire il ruolo di insegnante nella scuola primaria. I nostri figli hanno già dovuto vivere il disagio legato ad una serie di avvicendamenti di docenti negli anni scolastici precedenti. Ci risulta davvero difficile capire perché aspetti meramente burocratici debbano prevalere sul percorso di apprendimento dei nostri figli e vorremmo poter essere ascoltati.

Oltre ai bambini che rischiano di perdere la continuità didattica e le insegnanti di riferimento con tutto ciò che ne consegue, tutta questa assurda vicenda lascerà privi di occupazione circa 60.000 docenti in tutta Italia, di cui circa 6700 già di ruolo. Nel nostro piccolo, saranno 4 i docenti di ruolo (con riserva ed idonee all’insegnamento avendo superato positivamente il periodo di prova) a dover lasciare scoperte quasi interamente varie classi, in particolar modo la classe 3^C della Scuola Primaria “Galliano” di Ceva che perderebbe ben due docenti. Per non parlare di varie docenti con contratti a tempo determinato, anche su posti di Sostegno, che dal prossimo settembre avrebbero potuto finalmente adire all’immissione in ruolo dopo anni di servizio e di esperienza acquisita.

Noi vogliamo ricordare il valore dei rapporti che si instaurano tra bambini e maestre e ricordare i danni di cicli scolastici con maestri a singhiozzo, sempre diversi, per via delle tante questioni che noi nemmeno comprendiamo e conosciamo, perchè legate a “strani” meccanismi di nomine.

Alle nostre maestre va tutta la nostra stima e solidarietà e confidiamo che il nostro appello, rivolto all’uso del buon senso e all’utilizzo che si fa della giustizia nonché al ripristino e al rispetto dei diritti di tutti, venga ascoltato.

I genitori dell’Istituto Comprensivo “Momigliano” di Ceva (CN)

(seguono oltre 200 firme)

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