item-thumbnail

Decreto diplomati magistrale e rinnovo contratto le priorità, Buona Scuola passa in secondo piano

di redazione

La Buona Scuola rimarrà e se possibile, verrà migliorata. Dopo Giuseppe Conte, anche il Ministro Bussetti conferma questa linea di pensiero e va avanti con il suo lavoro che si annuncia gravoso per le decisioni che dovrà assumere nelle prossime settimane.

Ieri prima riunione operativa su emergenza diplomati magistrale con il nuovo Capo di Gabinetto Chinè, mentre il Sen. Pittoni nella sede della Lega ha incontrato le delegazioni dei docenti interessati.

Decreto per sanare diplomati magistrale e laureati in Scienze della formazione primaria

Allo studio un decreto in cui far confluire le categorie dei docenti interessati, i diplomati magistrale da una parte (in Valle d’Aosta sono già scattati i primi licenziamenti) e i laureati in Scienze della formazione primaria. Quali punteggi attribuire, quale tipologia di concorso proporre, come organizzare le immissioni in ruolo? Tutte le ipotesi sono ancora allo studio.

I sindacati FLC CGIL, CISL e UIL chiedono di poter dialogare con il Ministro per portare il proprio contributo, le associazioni dei docenti si fanno avanti, le famiglie vogliono sapere se per i figli verrà assicurata la continuità didattica. Una situazione delicata, nella quale il Ministro ha fatto sapere di essere disponibile ad ascoltare tutte le parti in causa.

Rinnovo contratto

La seconda “grana” è il rinovo del contratto. Sebbene gli aumenti non siano stati ancora percepiti (saranno nella busta paga da giugno), è necessario rinnovare il contratto per evitare che gli stipendi, a partire dal 1° gennaio 2019, possa essere decurtato dell’elemento perequativo.

Stipendio: aumento non è ancora in busta paga, ma è già tempo di rinnovare il contratto per non perdere soldi dal 1° gennaio 2019

Buona Scuola? Va migliorata

In questo quadro di insieme, risulta difficile parlare ancora di smantellamento della Buona Scuola. L’impianto rimane, seppure migliorabile.

«Agiremo di conseguenza: ci stiamo organizzando per verificare gli aspetti che consentiranno di migliorare la scuola. Questo è un periodo di stasi dal punto di vista didattico, ne approfittiamo per essere pronti a settembre». Questa la risposta di Bussetti a chi gli chiede che fine farà la Buona Scuola.

Condividi: