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Diplomati magistrale, CUB: prorogare i contratti ma anche assumere

di redazione

Comunicato CUB – Proseguono le “intese” tra cgil-cisl-gilda-snals-uil e governo.

Dopo quella sul prossimo concorso per 24.000 assunzioni (una briciola se confrontato alla dura realtà dei circa 200.000 supplenti in servizio) è appena stata firmata l’intesa sui diplomati magistrale.

Cosa prevede? Vediamolo in breve:

1.chi avrà una sentenza di merito negativa sarà licenziato e però potrà proseguire da supplente, il servizio fino al 30 giugno;

2.l’Amministrazione si impegna a individuare, in tempi brevi (?!?), l’idoneo vincolo normativo per consentire l’estensione (fino a quando?) dei contratti che andrebbero sciolti al 30 giugno 2020.

3.il posto di ruolo liberato dai licenziamenti sarà assegnato agli aventi diritto cioè a chi era inserito in GAE in posizione successiva e sempre ammesso che ve ne siano (problema molto concreto soprattutto nel Nord Italia).

Il problema è dunque veramente risolto? Ovviamente NO e per spiegarlo partiamo da un esempio concreto: le circa 40 colleghe di Lodi licenziate la scorsa settimana. Diverse sono ancora disoccupate mentre altre, da lunedì 14 ottobre, sono già tornate, da supplenti, sul medesimo posto di lavoro che occupavano come docenti di ruolo poiché non ci sono altri aspiranti a quel posto! Ma comunque, nonostante la disponibilità di organico, gran parte di loro non potranno mai più ambire ad occupare quelle cattedre a pieno titolo perché l’intesa non sembra prevedere meccanismi utili alla loro stabilizzazione.

Se si volesse risolvere veramente il problema si dovrebbe finalmente prendere atto del fatto che:

le assunzioni da concorso riservato, per questo anno, sono state pochissime;

bisogna evitare gli spostamenti di masse di colleghi da una regione all’altra;

occorre investire sulla scuola nel Centro-Sud arricchendone l’offerta formativa e quindi gli organici;

si deve considerare la necessità di un nuovo concorso riservato col quale sia possibile colmare tutte le carenze di organico oggi esistenti e sanare le ingiuste esclusioni dal precedente concorso (si pensi a chi non aveva i due anni nella scuola pubblica pur vantando molto più servizio nella paritaria);

infine che dopo 36 mesi di servizio si deve aver diritto alla stabilizzazione!

Questo senza dimenticare la disparità di trattamento che si verrà a creare tra i 10mila diplomati inseriti in via definitiva nelle GAE da diverse sentenze precedenti la plenaria del Consiglio di Stato e quelli ancora con giudizio pendente.

La Cub Scuola Università Ricerca è ovviamente favorevole alla proroga contenuta nell’intesa perché allontana la prospettiva della disoccupazione ma riteniamo che, nella situazione sopra descritta, sia soltanto un piccolo tassello di un puzzle a tinte ancora troppo fosche perciò presenteremo le nostre preoccupazioni al sottosegretario De Cristofaro martedì 22 ottobre al MIUR.

Nel frattempo invitiamo a non abbassare la la guardia e continuare a lottare perciò che spetta: stop ai licenziamenti, stabilizzazione e retribuzioni adeguate.

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