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Diplomati magistrale. Cobas: accampiamoci permanentemente a Montecitorio, 24 ore su 24 fino alla vittoria

di redazione

Piero Bernocchi  portavoce nazionale COBAS lancia una proposta ai diplomati magistrale in lotta contro la sentenza del Consiglio di Stato che nega il diritto all’inserimento nelle Graduatorie ad esaurimento.

I Cobas hanno portato avanti una piattaforma con tre punti programmatici

1) la conservazione del posto in “ruolo” o nelle GAE per le maestre/i DM che vi si trovano;

2) la riapertura delle GAE per le altre maestre DM e per tutti/e i precari/e abilitati;

3) l’immissione immediata “in ruolo” per i precari/e con 3 anni di servizio.

Adesso i Cobas ritengono che vada fatto un salto di qualità nelle forme di lotta e nella loro possibile incidenza nei confronti del governo in formazione che dovrebbe essere operativo a giugno.

In tal senso i Cobas ricordano l’esempio con cui aiutarono gli “inidonei/e” (docenti con gravi patologie impiegati in biblioteca o in progetti). Il contributo decisivo a tale vittoria, che evitò loro la “deportazione” nei ruoli ATA – commenta Piero Bernocchi – fu l’accampata/presidio permanente che nel luglio-agosto 2012, essi/e, pur in condizioni fisiche mediamente disastrose, riuscirono a sostenere per tre settimane davanti a Montecitorio . Ogni giorno tutti i/le deputati/e dovevano sbattere il muso contro gli “inidonei”,  pur stremati dalle loro malattie, dal caldo e dalla fatica: e alla fine si vinse.

Dunque, la proposta è questa: dal giorno dell’insediamento del nuovo governo (approvazione alle Camere), accampata permanente, 24 ore su 24 e fino alla vittoria, a Montecitorio. Se la proposta verrà accettata – conclude Bernocchi – metteremo a disposizione i contatti con la questura per le autorizzazioni, un camper completamente attrezzato e una tenda da campo e tutta la logistica e sostegno pratico necessario, oltre a favorire il più possibile i contatti con i gruppi parlamentari . Ovviamente a giugno,  durante il periodo di lavoro delle maestre DM, bisognerà fare i turni, chiedere permessi, usare i giorni liberi, darsi il massimo ricambio, contando molto sulle maestre/i romane e delle sedi più vicine. Poi, se la partita a luglio dovesse essere ancora aperta, l’impegno riguarderà tutte/i alla pari.

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