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Diplomati magistrale, Anief: non tutelati docenti inseriti in GaE con riserva

di redazione

Sono decine gli emendamenti all’esame dei parlamentari per trovare una soluzione condivisa sull’inaspettata sentenza finale del Consiglio di Stato che vorrebbe 60 mila maestri con diploma magistrale fuori dalle GaE e dalle stabilizzazioni, dopo che si sono fatti carico, con gli altri, della formazione di intere generazioni di alunni: dai relatori della maggioranza spunta,

a sorpresa, anche la proposta di realizzare un concorso a cattedra straordinario, aperto ai precari in possesso di diploma magistrale abilitante e laureati in scienze della formazione primaria, purché nel corso degli ultimi 8 anni scolastici abbiano svolto almeno due annualità di servizio specifico anche non continuative, su posto comune o sostegno.

Secondo il sindacato autonomo Anief, questa proposta dei relatori della maggioranza parlamentare, seppure non selettiva, porterà di sicuro una nuova stagione di contenziosi e non risolverà il problema del precariato che nella sua drammaticità è vissuta anche nell’attuale gestione della fase transitoria del reclutamento nelle superiori fissata dalla riforma Renzi-Giannini.

Il giovane sindacato invita, invece, parlamentari e Governo ad esprimersi in modo favorevole sull’emendamento 4.1. con cui si chiede la riapertura delle Graduatorie ad esaurimento: è l’unica reale soluzione non solo per il problema dei diplomati magistrale, ma di tutto il precariato scolastico italiano. Nella fattispecie, approvando tale richiesta di modifica, si confermerebbero anche nei ruoli tutti i maestri assunti con riserva a tempo indeterminato e si aprirebbero finalmente le GaE a tutto il personale abilitato, prima ancora di tuffarsi in soluzioni raffazzonate che porterebbero a un riaprirsi del contenzioso.

Intanto, presso le Commissioni Cultura vengono segnalati, oltre all’emendamento 4.1, anche il 4.17 (pure questo sulla riapertura Gae), 4.23 (nuovi concorsi), 4.2 (320 giorni), 4.3 (GRMP), 4.11 (120 giorni), 4.12, 4029 (limite ai contratti). I relatori dopo l’invito di Anief presentano la loro proposta 4.24: trasformazione dei contratti dei maestri con diploma magistrale da t.i. al 30 giugno 2019 e conferma delle supplenze entro la stessa data, concorsi ordinari biennali e straordinario riservato a laureati SFP e diplomati magistrale con 24 mesi di servizio negli ultimi otto anni.

“La soluzione provvisoria trovata dalla maggioranza non ci convince – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal -, perché non tutela negli anni successivi i supplenti inseriti con riserva nelle GaE della scuola primaria e secondaria. Ma anche perché non conferma nei ruoli i 6 mila maestri diplomati magistrale assunti con riserva che hanno anche superato l’anno di prova, limitandosi ad estendere alla scuola primaria e dell’infanzia quella gestione del transitorio pensato dalla Legge 107/2015 che si è rivelata un vero disastro: basta ricordare che al primo e unico concorso svolto, riservato ai docenti abilitati delle superiori, solo un docente precario abilitato su tre ha partecipato. Senza contare che – conclude il sindacalista autonomo – in alcune regioni ci vorranno 40 anni per entrare di ruolo”.

Diplomati magistrali e SFP concorso straordinario, ci vorranno 2 anni di servizio non sarà selettivo. Ecco il testo

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