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Diplomati magistrale, Anief: immessi in ruolo ad agosto e licenziati nel corso dell’anno

di redazione

Comunicato Anief – L’amministrazione scolastica continua ad illudere migliaia di maestre e i maestri con diploma magistrale, i quali si accingono a vivere l’ennesima beffa professionale: a partire da domani, entro il 31 agosto, tantissimi docenti abilitati all’insegnamento verranno immessi in ruolo dagli uffici scolastici dove sono collocati nelle GaE, poiché destinatari di uno dei contratti a tempo indeterminato degli oltre 57 mila autorizzati da qualche settimana dal Miur dopo il via libera del Ministero dell’Economia. Quei contratti, tuttavia, come osserva la rivista Orizzonte Scuola, saranno comprensivi di “clausola risolutiva” che andrà applicata nel momento in cui si darà “esecuzione alla sentenza di merito” collegata all’Adunanza plenaria del 20 dicembre scorso.

Certo, le decisioni prese con il Decreto Dignità, approvato da entrambi i rami del Parlamento, assicurano comunque l’anno di servizio ai diplomati magistrale: il decreto, continua la rivista, oltre a disporre che le sentenze andranno applicate entro 120 giorni dalla notifica, al fine di assicurare la continuità didattica agli studenti per l’a.s. 2018/19, prevede che i contratti a tempo indeterminato, nel momento in cui si deve applicare la sentenza, sono trasformati in supplenze al 30 giugno 2019. E lo stesso vale per i sottoscrittori di contratti di supplenza annuale fino al 31 agosto: nel momento in cui si dovrà applicare la sentenza del Consiglio di Stato, anche questi saranno trasformati in supplenze fino al 30 giugno prossimo.

C’è però un’ultima possibilità perché ciò non accada: qualora il testo del Milleproroghe licenziato dall’Aula di Palazzo Madama prima della pausa estiva, comprensivo dell’emendamento salva-precari, a prima firma di Loredana De Petris di Liberi e Uguali, fosse approvato a settembre dalla Camera senza modifiche, allora finirebbe il contenzioso pendente presso il tribunale amministrativo per cessazione della materia: con benefici evidenti per i giudici, per le casse dello Stato che non pagherebbe più risarcimenti, per i precari e soprattutto per gli alunni che non si ritroverebbero più con 100 mila docenti l’anno precari che passano da una scuola all’altra andando così a complicare qualsiasi progetto di continuità didattica.

“Secondo lo studio legale di Anief – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – approvando quella norma salva-precari, sarebbero confermati nei ruoli tutti i maestri assunti con riserva. E si darebbe finalmente una vera speranza di stabilizzazione ad altri 100 mila precari abilitati, anche della scuola superiore, ad oggi relegati in seconda fascia d’istituto con l’unica prospettiva di accettare solo supplenze per pochi giorni. Sono anche queste le ragioni che porteranno il popolo della scuola a farsi ascoltare in Piazza del Parlamento a Roma, il prossimo 11 settembre, nel giorno dello sciopero proclamato dal nostro giovane sindacato autonomo e già ratificato dalla Commissione di garanzia preposta”.

19 agosto 2018

Ufficio Stampa Udir

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