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DELSA: questione diplomati magistrali e precari in Trentino

di redazione

Sindacato DELSA – In merito all’articolo apparso sulla Stampa il 14 agosto 2018 in tema di precariato ed in particolare sulla vicenda diplomati ci preme sottolineare quanto segue :

Riteniamo alquanto paradossale che oggi organizzazioni sindacali ed i loro relativi esponenti  CGIL (Mazzaca) e la UIL (Di Fiore), si facciano oggi portatori dell’interesse dei diplomati magistrali e dei precari in genere  quando in realtà sono le organizzazioni sindacali che hanno sostenuto l’amministrazione verso l’attuazione di una politica che escludeva questi diplomati magistrali dalle graduatorie provinciali invitando già nel 2013 i Diplomati Magistrali a “…iscriversi alla facoltà  di Scienze della Formazione Primaria perché loro il diploma non voleva nulla..” . Un  disperato ed ingenuo tentativo di  accreditarsi meriti su una vicenda sulla quale hanno floppato alla grande e che oggi vedendo spiragli di soluzioni solo grazie alla posizione che il nuovo governo nazionale ha preso sulla questione, mistificando fatti e posizioni assunte in passato, vorrebbero saltare sul carro vincente . Possiamo dire con orgoglio e fondata soddisfazione che il nuovo governo nazionale ha recepito normativamente la soluzione tecnica che noi abbiamo proposto già nel 2014 e portata avanti anche con una azione giudiziaria ancora ( l’unica in questa materia), pendente davanti al Consiglio di Stato:  concorso persoli titoli per diplomati magistrali ante2002 e laureati in SFP ( detta anche 4 fascia). Una posizione rappresentammo all’attuale sottosegretario Maurizio Fugatti subito dopo la sua elezione, ed  il cui parere sulla vicenda diplomati magistrali in sede di governo come noto è stato favorevole.

È necessario, quindi,  fare chiarezza e ricordare che l’unico sindacato che impugnò l’istituzione da parte della  giunta Rossi   di una quarta fascia provinciale riservata ai soli laureati in Scienze della formazione primaria (in pratica un concorso per soli titoli), è stato Delsa.  .  Solitari, ripeto, solitari abbiamo portato avanti  questa battaglia contro l’esclusione dei  diplomati magistrali già in servizio da anni nel sistema scolastico trentino, lotta contro i mezzi eccezionali della PAT, ma riuscendo comunque a commissariare il dipartimento della conoscenza a guida Ferrario-Rossi.

Che oggi su un emendamento della Lega in consiglio provinciale si sia aperto uno spiraglio in questo senso ci sta bene e ringraziamo la questa forza politica con cui abbiamo dialogato da tempo per questo. Ma veder condividere  questo emendamento ad un Rossi “pentito”, artefice principale di tutte le ingiustizie subite da questa categoria e persino dai sindacalisti che lo hanno sempre sostenuto ,noo ! Non lo permettiamo. Che ognuno si assumi le sue responsabilità e soprattutto che si chiarisca il profilo tecnico della  vicenda. Infatti, il provvedimento approvato in consiglio provinciale, che parrebbe recepire la norma nazionale, non è altro che un impegno politico che per trovare concreta attuazione dovrà essere eseguito dalla prossima giunta il cui colore politico e la cui guida nessuno ad oggi conosce e può conoscere. La pessima abitudine di dare per scontato il voto degli elettori ed il promettere ciò che non si può garantire, specie se a ridosso delle elezioni, è una cattivissima abitudine che denota lo stile di un politico. Quindi che la smettano di raccontare fandonie strumentali ad un consenso che difficilmente carpiranno con chiacchere tardive e fumose, dando pesino (i ) numeri.

L’intera materia sulle modalità di assunzioni nel pubblico impiego ed in particolare nella scuola nella Provincia Autonoma di Trento sarà oggetto di azione di governo della prossima giunta e non certo di questa uscente, la quale se avesse avuto rispetto dei lavoratori della scuola e del sistema nel suo complesso avrebbe  potuto operare in maniera ben diversa nei 5 anni di governo: il ravvedimento operoso non è affatto credibile a due mesi dal voto.

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