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Coordinamento SFP: no alla secondarizzazione della scuola primaria

di redazione

Comunicato Coordinamento nazionale SFP N.O. – Risale al 10 novembre 2019 la proposta dell’on. Virginia Villani, Movimento 5 Stelle, che prevede l’assegnazione della disciplina di Musica nella scuola primaria a docenti delle scuola secondaria, classi di concorso A030, A050 e A056. Di fatto, tali ore sarebbero scorporate dall’orario dei docenti curriculari e affidate ai professori delle classi di concorso di Educazione musicale e Strumento.

La proposta esprime un orientamento più generale che vorrebbe anche altre discipline, Inglese, Arte e Immagine e Motoria, affidate a insegnanti specializzati e non a quelli su posto comune.

Il Coordinamento Nazionale di Scienze della Formazione Primaria Nuovo Ordinamento non può che manifestare un netto dissenso verso una proposta di legge che sminuisce un percorso accademico specifico, selettivo, formativo, nonché abilitante all’insegnamento nelle scuole dell’infanzia e della primaria.

I laureati hanno sostenuto gli esami in tutti i settori scientifico-disciplinari e possiedono gli strumenti dei saperi di base nell’ottica interdisciplinare, trasversale e globale delle Indicazioni Nazionali, il documento di riferimento per la progettazione del curriculo nella scuola dell’autonomia.

Dal punto di vista pedagogico e didattico, si riscontra il rischio sempre più accentuato di “secondarizzare” la scuola primaria, con orari frammentati e discipline separate.

I bambini hanno il bisogno e il diritto di costruire gli apprendimenti e le relazioni educative con tempi distesi. Infatti, le pratiche didattiche inclusive, che prevedono la commistione e l’uso di più linguaggi e codici comunicativi, richiedono tempi dilatati, possibili solo con l’integrazione di singoli monte ore disciplinari.

Inoltre, l’assegnazione di una parte significativa del monte orario a docenti specializzati porrebbe importanti problemi nel sistema di reclutamento.
Il precariato della scuola secondaria non si risolve facendolo confluire in quello già congestionato della scuola primaria.

Ridurre ulteriormente i posti disponibili e le possibilità di stabilizzazione dei laureati in Scienze della Formazione Primaria significherebbe creare una vera e propria emergenza sociale nel sistema di istruzione.

Lasciamo ai maestri il compito di gettare i semi della cultura, ai professori quello di farla crescere e maturare.

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