item-thumbnail

Contratto, oggi la firma definitiva: al personale Ata aumenti tra i 37 e i 50 euro. Pacifico (Anief): un insulto alla categoria

di redazione

Anief – Gli aumenti miseria arrivano a compimento: oggi alle 12.30 l’Aran ha convocato i sindacati rappresentativi per la firma definitiva sul contratto della scuola, dopo il via libera della Corte dei Conti. Si tratta di un evento storico, perché non si verificava da quasi un decennio, ma del tutto vanificato dalla consistenza ridicola degli importi che, probabilmente nel mese di maggio, tutto il personale della scuola andrà a percepire.

Poiché si tratta di poco più che una ratifica, entro ventiquattr’ore dovrebbe arrivare la “firma definitiva, quindi si passerà al conteggio di quanto dovuto al personale ATA per quanto riguarda gli aumenti stipendiali e gli arretrati dovuti”. E ci sarà poco da ridere.

Perché le cifre concordate sono a dir poco modeste. Nel comparo Scuola, il trattamento peggiore sarà riservato agli assistenti amministrativi, i tecnici e i collaboratori scolastici che già percepiscono gli stipendi più bassi della pubblica amministrazione, visto che variano tra i 1.000 e i 1.300: avranno corrisposti incrementi, grazie al rinnovo contrattuale, che variano, a seconda dell’anzianità di servizio, tra i 37 e i 50 euro netti.

“Questa sarebbe la famosa valorizzazione di cui anche nelle ultime ore ha parlato la ministra Fedeli? Può un applicato di segreteria scolastica con oltre 35 anni di anzianità essere felice per vedersi assegnati 42 euro di aumento, dopo avere avuto lo stipendio bloccato dal 2009?”. Lo chiede pubblicamente Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario Confederale Cisal, che ritorna su un concetto reso noto solo dall’Anief (con i sindacati Confederali che si allineano alla Ministra e dicono che si tratta di un buon rinnovo di contratto).

“Gli aumenti concordati – spiega il sindacalista autonomo – risultano tre volte sotto l’indice Ipca aggiornato negli ultimi dieci anni. Gli incrementi lordi di 80 euro, peraltro garantiti a chi percepisce meno solo fino al prossimo 31 dicembre, sono un insulto alla categoria: proprio in base all’indice oggettivo economico su scala nazionale, legato al costo della vita, i lavoratori della scuola che rappresentiamo avrebbero dovuto percepire 300 euro e per di più senza novità sull’adeguamento dei profili al resto della pubblica amministrazione”.

Il leader dell’Anief rileva, infatti, che “nella scuola il personale Ata lavora di più rispetto agli enti locali, a cominciare dai Comuni, ma a parità di qualifica si ritrova con uno stipendio della miseria. Tra l’altro anche con la carriera bloccata, visto che dopo 15 anni ci ritroviamo con tanti assistenti amministrativi utilizzati annualmente come Dsga ma mai ricollocati professionalmente nel ruolo superiore perché non si fanno i concorsi biennali previsti per legge disapplicando la percentuale di riserva al personale interno. Anief – conclude Pacifico – s’impegna a rivedere tutto nel prossimo contratto appena diventerà rappresentativa a seguito del rinnovo delle rappresentanze sindacali di ogni istituto”.

PER CHI VUOLE RICORRERE
Anief ha messo a disposizione dei ricorrenti il modello di diffida gratuito per ottenere quanto dovuto dallo Stato e per richiedere quanto spetta di diritto. Anief prosegue i ricorsi gratuiti per attribuire il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2008-2018. Si ricorda che la violazione della normativa comunitaria riguarda anche la mancata stabilizzazione: si può quindi decidere di ricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità, il pagamento dei mesi estivi e adeguati risarcimenti. Ai ricorsi sono interessati, come già detto, pure i lavoratori già immessi in ruolo.

Condividi:

Argomenti: