item-thumbnail

Visita fiscale, l’esonero per stati d’ansia e malattia depressiva quando è possibile?

di Consulente Fiscale

Esonero visita fiscale e fasce di reperibilità, per malattia depressiva e stati d’ansia, è possibile? Analizziamo la normativa vigente.

In riferimento alla visita fiscale e le fasce di reperibilità l’Inps con il messaggio n. 4752 del 13.07.2015, ha dettato le istruzioni operative e le nuove funzionalità a disposizione dei medici delle strutture territoriali, sulla gestione della certificazione di malattia.

In questo messaggio viene considerato il codice “E” previsto per l’esonero di particolari patologie, per maggiori informazioni consigliamo di leggere: Visita fiscale e fasce di reperibilità, come avere l’esonero per sindrome depressiva?

In quest’articolo esamineremo quando è possibile l’esonero per malattia depressiva e ansia, secondo le ultime disposizioni Inps, rispondendo alle domande dei nostri lettori.

Esonero visita fiscale per sindrome depressiva: la Cassazione

Su quest’argomento è intervenuta anche la Corte di Cassazione, con due sentenze: la n. 6375/2011 e la n. 21621/2010.

La sentenza della Corte di Cassazione n. 6375/2011, ha evidenziato come la sindrome depressiva può essere esonerata dalla visita fiscale. Si legge nella sentenza che il lavoratore in malattia, può uscire di casa anche durante le fasce di reperibilità, se così prescritto o consigliato dal medico curante. L’importante è che il dipendente possa dimostrare di non svolgere, nel periodo di malattia, altri lavori.

Un’altra sentenza della Corte di Cassazione, la numero 21621/2010, nello specifico, tratta proprio degli stati depressivi dei lavoratori in malattia.
La Cassazione nella sentenza scrive che “in casi simili, per giustificare l’obbligo di reperibilità in determinati orari, non è richiesta l’assoluta indifferibilità della prestazione sanitaria da effettuare, ma è sufficiente un serio e fondato motivo che giustifichi l’allontanamento dal proprio domicilio”.

Quindi è possibile essere esonerati dalla visita fiscale e l’obbligo delle fasce di reperibilità, quando sussistono gravi motivi tali da giustificare l’esonero.

Esonero visita fiscale: la guida Inps

L’Inps ha stilato una guida dove chiarisce quali sono gl’obblighi dei medici e come dev’essere redatto il certificato telematico. Nello specifico, le modalità della redazione del certificato telematico di malattia, sono disciplinate dal decreto Ministero della Salute 18 aprile 2012 ed illustrate nella circolare Inps n. 113 del 25 luglio 2013.

Al fine di garantire la correttezza delle informazioni riportate nel certificato, è necessario che il medico redattore ponga la massima attenzione nell’inserimento di tutti i dati.

Per maggiori informazioni su come il medico, deve redigere il certificato di malattia telematica inserendo l’esonero della visita fiscale, consigliamo di leggere: Visita fiscale e fasce di reperibilità, per l’esonero il medico cosa deve indicare nel certificato?

Al riguardo, l’Inps ha fornito alcuni indirizzi operativi in merito all’applicazione della normativa relativa alle esenzioni dalla reperibilità per i lavoratori del settore privato (circolare Inps n. 95 del 7 giugno 2016).

Visita fiscale e fasce di reperibilità: domande e risposte

1) Buongiorno, ho letto l’articolo sull’esonero dalla visita fiscale. Ho una grave patologia depressiva e alcune volte deve assentarmi dal lavoro. Mi indicate l’iter che devo seguire per ottenere l’esenzione dalla visita fiscale ovvero poter uscire quando sono in malattia? Attendo un vostro riscontro! Grazie!

2) Il neurologo mi ha prescritto 15 giorni di riposo per stato di ansia ed affaticamento. Sapevo che per patologie simili, in cui può essere terapeutico incontrare gente e vivere fuori delle quattro mura, non era obbligatorio il rispetto delle fasce orarie. È ancora così? (Dipendente pubblico). Grazie

 

La patologia depressiva grave o lo stato di ansia e affaticamento, dev’essere documentata da uno specialista che deve prescrivere il periodo di astensione a lavoro, e deve attestare che per la guarigione lo stare in casa non aiuta.

È il medico di base che deve valutare se è il caso di inserire l’esonero nel certificato di malattia, valutando la gravità della patologia, basandosi sulle linee guida dell’Inps.

 

Buongiorno, sono una dipendente privata, lavoro presso Poste italiane spa, a seguito di forte depressione, in cura psicoterapeutica, mi è stato dato un mese di malattia. Ho chiamato la responsabile delle Risorse Umane della mia filiale chiedendo se fosse prevista l’esenzione dalla visita fiscale, in quanto molto spesso sola in casa e in cura che n farmaci che inducono al rilassamento quindi al sonno. Mi è stato risposto che l’esenzione è valida solo per problematiche oncologiche. Vorrei sapere se è vero perché se così fosse la reclusione in casa non aiuta chi è depresso! Grazie

 

Troverà in quest’articolo, l’elenco delle  tre casistiche che danno diritto all’esonero: Visita fiscale e fasce di reperibilità, come sapere se la patologia rientra nell’esonero?

Tuttavia l’Inps con il messaggio n. 4752 del 13.07.2015 specifica nel dettaglio quali patologie rientrano.

Nell’allegato 2 del messaggio Inps, viene specificato cosa significa stato patologico con terapia salvavita, che non significa solo malati oncologici.

L’Inps dopo una dettagliata analisi, ha stilato una lista di riferimento per situazioni patologiche che integrano il diritto all’esonero delle fasce di reperibilità. Le riporto qui la lista dell’Inps:

 

Si rivolga al medico di base, dovrà essere lui a valutare il suo stato patologico e attestare l’esonero nel certificato di malattia telematico.

Invia il tuo quesito a [email protected]

I nostri esperti risponderanno alle domande in base alla loro rilevanza e all'originalità del quesito rispetto alle risposte già inserite in archivio

Condividi: