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Spese detraibili, la beffa nella dichiarazione dei redditi

di Consulente Fiscale

Le spese detraibili (sanitarie, bonus ristrutturazione, bonus mobili, ecc.) non sempre sono detraibili: ecco quello che non tutti sanno.

Salve, circa due anni fa ho ricevuto dal Ministero dell’istruzione una lettera in cui mi dichiarava essere debitrice dello Stato per 46.700 €. Un errore dovuto, dopo un ricorso, a un errore del codice fiscale che faceva confluire nel mio conto corrente un ulteriore flusso di danaro. Avevo pensato che fosse normale, e siccome la mia casa aveva un tetto fatiscente ho usato il danaro ricevuto per sistemarlo. Quando ho sospettato che qualcosa non fosse a posto, avevo speso il danaro. Con un forte senso d’oppressione, per sfuggire al debito, ho venduto la casa per pagarne gran parte in contante, pensando di sottrarmi al pagamento dell’imponibile. Invece quando quest’anno sono andata al Caf per la dichiarazione redditi ho scoperto che per agevolarmi avevano approntato un Cud di soli 2.000 €. Avevo tremila euro da scaricarmi (2.200 dei quali per ristrutturazione dell’immobile), invece ho potuto scaricare solo 50€. Loro mi hanno corrisposto circa 2.300 euro di defiscalizzazione in febbraio e 2.000 in agosto, con esclusione però dei tremila euro che avrei potuto scaricarmi. Mi chiedo se dopo estenuanti sacrifici per rendere il danaro debba essere punita in questo modo. Non poteva il Ministero comunicarmi dopo i primi invii di danaro a quale destino fiscale sarei andata incontro? Insomma, in un sol colpo, ho perso tremila euro. Una disperazione a cui non sono riuscita a rassegnarmi.

Le spese sanitarie, di ristrutturazione immobile, ecc. possono essere detratte nella dichiarazione dei redditi dall’Irpef, con una detrazione del 19%. Solo per le spese sanitarie, per poter effettuare la detrazione del 19%, il loro totale deve superare la franchigia di 129,11 euro. Sulla differenza viene calcolata la detrazione del 19%.

Ad esempio, su una spesa sanitaria di 200 euro, si avrà diritto ad una detrazione del 19% su circa 71 euro. L’Agenzia delle Entrate, spiega che la detrazione spettante è pari al 19% della differenza tra il totale della somma spesa e la franchigia di 129,11 euro.

Spese detraibili e redditi bassi

Il problema sorge per chi ha un reddito basso, perché rischia di non recuperare nulla, come nel caso del nostro lettore.

Secondo uno studio effettuato in collaborazione con l’università Ca’ Foscari di Venezia e l’ateneo di Pavia, “le spese detraibili sono più elevate per le classi più alte di reddito individuale” e di fatto “la detrazione Irpef per le spese sanitarie premia i contribuenti più ricchi e aumenta la disuguaglianza di salute tra le famiglie italiane“.

Questo discorso, non è basato solo sulle spese sanitarie, ma anche per le altre detrazioni e bonus elargiti generosamente dallo Stato, come il bonus ristrutturazione che il nostro lettore non ha potuto portare in detrazione.

Conclusione

Purtroppo, il destino fiscale, come lo ha denominato il nostro lettore, è individuale e soggettivo. Il Ministero non poteva sapere che lei aveva 3.000 euro di spese da detrarre. Ha operato secondo degli accordi presi e difficilmente avrebbe potuto fare diversamente.

Il bonus ristrutturazione si detrae in quote costanti in 10 anni, quindi avrà la possibilità di recuperare le altre rate. Il problema resta per le spese sanitarie che sono di competenza dell’anno in vengono pagate.

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