item-thumbnail

Pensione quota 41 precoci o pensione anticipata: cosa cambia con la quota 100?

di Consulente Fiscale

Ci sono dei rischi per la pensione quota 41 precoci e per la pensione anticipata tradizionale con l’eventuale entrata in vigore della quota 100?

Buongiorno,mi chiamo Salvatore,il 22 ottobre prossimo,compio 59 anni con 40 anni (forse qualcosa di più)di contributi,avendo iniziato a lavorare all’età di 15 anni e 6 mesi(giugno 1975) e messo in regola come operaio,dal 1 Gennaio 1976. In questi giorni, sto leggendo,che l’orientamento del nuovo governo del cambiamento,vuol portare(nella migliore delle ipotesi) la riforma Fornero, a 62 anni di età,con 38 anni di contributi,mentre nella peggiore delle ipotesi,64 anni di età,con 36 anni di contributi, ma per noi che abbiamo iniziato da fanciulli a lavorare,considerando queste due   ipotesi,con la prima ipotesi,abbiamo 62 anni,con  44 anni di contributi,mentre nella seconda ipotesi,64 anni,con 46 di contributi,quindi della riforma del governo del cambiamento,non abbiamo nessun giovamento,ma anni di lavoro in più.

 

Ovviamente vista così la quota 100 non sembra molto conveniente, ma non funzionerà in questo modo.

Quota 41 e pensione anticipata

Da premettere che anche con l’entrata in vigore della quota 100 non ci sarà un’abolizione dell’attuale misura pensata per i lavoratori precoci della quota 41, che ricordiamo essere strutturale. E’ pur vero che la quota 41 precoci non permette il pensionamento con 41 anni di contributi a tutti i lavoratori precoci ma soltanto a coloro che rientrano nelle 5 categorie tutelabili (disoccupati, invalidi, caregiver, gravosi  e usuranti).

Ma è altrettanto vero che la quota 100 non abolirà neanche la pensione anticipata  e che non è obbligatorio accedere alla pensione con la nuova misura .

Sarà ancora possibile accedere alla quiescenza con 43 anni e 3 mesi di contributi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi di contributi per le donne attraverso al pensione anticipata regolata dalla Legge Fornero e il governo sta pensando anche alla possibilità di bloccare l’aumento dell’età pensionabile di 5 mesi previsto per il 1 gennaio 2019 per questa misura lasciando, quindi, i requisiti fermi a 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.

Pensione con 41 anni di contributi

La pensione con 41 anni di contributi per tutti e un’altra misura alla studio del governo e questa, in effetti, potrebbe mandare in soffitta la pensione anticipata e la quota 41 precoci offrendo, però, al tempo stesso la possibilità di accedere al pensionamento a tutti, indipendentemente dall’età, con 41 anni di contributi. Ma tale misura, secondo le intenzioni del governo, non vedrà la luce prima del 2020.

 

Invia il tuo quesito a [email protected]

I nostri esperti risponderanno alle domande in base alla loro rilevanza e all'originalità del quesito rispetto alle risposte già inserite in archivio

Condividi: