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Pensione a 63 anni con 21 anni di contributi, quali alternative

di Consulente Fiscale

Pensione con 63 anni di età e 21 anni di contributi, quali alternative possibili? Analizziamo tutte le possibilità considerando anche Ape Volontario e Rita.

Ho 63 anni con 21 anni di contributi con figlio disabili gravi se posso andare in pensione in anticipo.

Una possibilità di uscita anticipata con 20 anni di contributi versati, è prevista per tutti coloro che hanno iniziato a versare contributi a partire dal 1996. Questa misura prevede di andare in pensione 3 anni prima rispetto all’età prevista per la pensione di vecchiaia.

Dal 2019, quindi, sarà possibile il pensionamento a 64 anni con almeno 20 anni di contributi a patto di rispettare le seguenti condizioni:

  • non avere contributi versati prima del 1996 (in alternativa essere iscritti alla Gestione Separata e scegliere il computo dei contributi avendo, in questo modo, il calcolo interamente contributivo)
  • che il proprio assegno sia pari 2,8 volte l’assegno sociale Inps.

Pensione anticipata con 20 anni di contributi: Ape Volontario e RITA

Ulteriori alternative sono l’Ape Volontario e la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata.

Requisiti Rita

Per aderire alla Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, bisogna essere in possesso dei seguenti requisiti:
a) Cessazione dell’attività lavorativa;
b) Raggiungimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i cinque anni successivi alla cessazione dell’attività lavorativa;
c) Maturazione, alla data di presentazione della domanda di accesso alla RITA, di un requisito contributivo complessivo di almeno venti anni nei regimi obbligatori di appartenenza;
d) Maturazione di cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari;

oppure, in alternativa:

a) Cessazione dell’attività lavorativa;
b) Inoccupazione, successiva alla cessazione dell’attività lavorativa, per un periodo superiore a ventiquattro mesi;
c) Raggiungimento dell ‘età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i dieci anni successivi;
d) Maturazione di cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari.

La RITA spetti ai “lavoratori” che abbiano cessato l’attività lavorativa o che siano rimasti inoccupati per il periodo ivi stabilito – unitamente agli altri requisiti – la prestazione in questione spetta solo agli iscritti titolari di reddito di lavoro.

In entrambi le categorie, è richiesto l’iscrizione al fondo pensione almeno cinque anni prima. La Rendita Integrativa permetterà ai lavoratori di anticipare la data del pensionamento di cinque anni, e dieci per i disoccupati.

Requisiti APE Volontario

Possono accedere all’Ape Volontario, tutte le categorie di lavoratori e lavoratrici con età anagrafica pari o superiore ai 63 anni e che maturano entro 3 anni e 7 mesi il diritto a una pensione di vecchiaia d’importo, certificato dall’INPS, non inferiore a un certo limite.
Per accedere al prestito è necessario, al momento della richiesta:

  • avere almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi;
  • maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi;
  • avere un importo della futura pensione mensile, al netto della rata di ammortamento per il rimborso del prestito richiesto, pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO);
  • non essere titolare di pensione diretta o di assegno ordinario di invalidità.
    Ricordiamo che l’APE volontario, può essere richiesto dai lavoratori dipendenti pubblici e privati, dai lavoratori autonomi e dagli iscritti alla Gestione Separata. Sono esclusi i liberi professionisti iscritti alle casse professionali.

Pensione Ape Volontario e RITA: differenze

Le differenze tra le varie forme pensionistiche in vigore sono:

  • APE volontario, che consiste in un prestito bancario da restituire con un prelievo ventennale sulla pensione;
  • RITA – Rendita Integrativa temporanea anticipata, si basa sul capitale accumulato dal lavoratore nei fondi di previdenza complementare durante la sua vita lavorativa.

La RITA, consiste in una pensione di scorta accumulata nel tempo, composta dal capitale accumulato: TFR, contributo datoriale e contributo aggiuntivo del lavoratore. Può essere riscosso in anticipo, sia in modo totale che parziale, sotto forma di rendita mensile in attesa che il lavoratore maturi il diritto alla pensione obbligatoria.

Sostanzialmente se si riscuote in anticipo il capitale accumulato nel fondo integrativo si riduce proporzionalmente la rendita sulla quale il lavoratore può contare al momento del raggiungimento della pensione pubblica.

Per maggiori informazioni sulla RITA, consigliamo di leggere: Pensione anticipata RITA, le nuove regole 2018/2019 

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