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In pensione con 42 anni di contributi e 63 anni di età: quando la domanda?

di Consulente Fiscale

Vediamo quali sono le possibilità di pensionamento per chi nel 2018 matura 42 anni di contributi e 63 anni di età: pensione anticipata, quota 100 e pensione con 41/42 anni di contributi per tutti?

BuonGiorno,
 sono un docente di Liceo, ho 63 anni  e 42 anni di contributi al 31 Dicembre 2018, Vi chiedo cortesemente qual’è la data prevista per il mio pensionamento e da quando eventualmente posso fare domanda.
Grazie della risposta.
Con gli anni di contributi maturati che ha di possibilità per il pensionamento ne ha diverse, cerchiamo, quindi, di analizzarle tutte per capire quando è possibile il pensionamento con i diversi benefici.

Ape volontario

Se desidera accedere al pensionamento subito una possibilità è l’ape volontario che richiede 63 anni di età  e 20 anni di contributi. Si tratta però di una forma di pensionamento finanziata tramite prestito erogato dalle banche che andrà, quindi, restituito nel momento in cui si accede alla pensione di vecchiaia vera e propria.
Per l’ape volontario la domanda potrebbe farla anche subito visto che è in possesso dei requisiti richiesti, ma prenda in considerazione che, poi, la pensione di vecchiaia sarebbe penalizzata per 20 anni dai prelievi per la restituzione del prestito.

Pensione anticipata tradizionale

Per accedere alla pensione anticipata occorrono nel 2018 42 anni e 10 mesi di contributi versati per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Visto che, da quel che scrive, matura i 42 anni di contributi a dicembre 2018, non può accedere entro la fine di quest’anno alla pensione anticipata ma sarà soggetto all’aumento dell’età pensionabile del 1 gennaio 2019 che porterà i requisiti richiesti a 43 anni e 3 mesi di contribuzione per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne. Questo significa che potrebbe accedere alla pensione anticipata dal 1 aprile 2020 poichè maturerebbe i requisiti richiesti a marzo 2020.

Riforma pensioni 2019

Il governo ha in cantiere diverse ipotesi di riforma tra cui la quota 100 e la pensione per tutti con 41 o 42 anni di contributi.
La quota 100, da quel che trapela, dovrebbe essere attuata già nel 2019 e dovrebbe richiedere, secondo le due ipotesi allo studio,
  •  una pensione graduale negli anni, dal 2019 in pensione a 62 anni per arrivare nel 2021 alla quota 100 perfetta con 60 anni di età e 40 anni di contributi (se nel 2019, quindi, potrebbero essere richiesti 62 anni di età e 38 anni di contributi potrebbe accedere al pensionamento già nel 2019)
  • oppure l’attuale previsione della quota 100 con 64 anni di età e 36 anni di contributi (anche in questo caso avrebbe la possibilità di accedere nel 2019, non appena compiuti i 64 anni).

Altra proposta al vaglio è la pensione con 41 o 42 anni di contributi per tutti indipendentemente dall’età, beneficio che non vedrà la luce prima del 2020 da quanto si apprende sulle intenzioni dell’esecutivo.

In ogni caso, però, si tratta di ipotesi che non si sa come e quando vedranno la luce e per avere la sicurezza della quali bisognerà attendere il decreto attuativo per le quali non si è ancora a conoscenza delle eventuali penalizzazioni previste.

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