item-thumbnail

Buoni pasto: se non si consuma il pasto in mensa, si ha diritto al buono?

di Consulente Fiscale

Buongiorno, sono una docente di scuola primaria, se non consumo il pasto in mensa, ho diritto al buono? Grazie per la disponibilità.

Il datore di lavoro può mettere a disposizione dei suoi dipendenti un servizio mensa o in alternativa dei buoni pasto, che consistono in un’indennità economica sostitutiva alla mensa per le spese del pasto.

Se il datore di lavoro ha messo a disposizione il servizio mensa, il lavoratore che non ne usufruisce per motivazioni personali, non ha diritto all’indennità economica sostitutiva sotto forma di buoni pasto.

Leggi anche: Buoni pasto, cosa cambia per i dipendenti pubblici (Ddl concretezza)

Il decreto legislativo del 18 aprile 2016 n. 50, ha chiarito la tipologia del buono pasto e le sue caratteristiche tecniche (Art. 4  del Regolamento recante disposizioni in materia di servizi sostitutivi di mensa, in attuazione dell’articolo 144, comma 5, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50).

Caratteristiche dei buoni pasto

1. Ai sensi del presente decreto i buoni pasto:

a) consentono al titolare di ricevere un servizio sostitutivo di mensa di importo pari al valore facciale del buono pasto;

b) consentono all’esercizio convenzionato di provare documentalmente l’avvenuta prestazione nei confronti delle societa’ di emissione;

c) sono utilizzati esclusivamente dai prestatori di lavoro subordinato, a tempo pieno o parziale, anche qualora l’orario di lavoro non prevede una pausa per il pasto, nonche’ dai soggetti che hanno instaurato con il cliente un rapporto di collaborazione anche non subordinato;

d) non sono cedibili, ne’ cumulabili oltre il limite di otto buoni, ne’ commercializzabili o convertibili in denaro e sono utilizzabili solo dal titolare;

e) sono utilizzabili esclusivamente per l’intero valore facciale.

2. I buoni pasto in forma cartacea devono riportare:

a) il codice fiscale o la ragione sociale del datore di lavoro;

b) la ragione sociale e il codice fiscale della societa’ di emissione;

c) il valore facciale espresso in valuta corrente;

d) il termine temporale di utilizzo;

e) uno spazio riservato alla apposizione della data di utilizzo, della firma del titolare e del timbro dell’esercizio convenzionato presso il quale il buono pasto viene utilizzato;

f) la dicitura «Il buono pasto non e’ cedibile, ne’ cumulabile oltre il limite di otto buoni, ne’ commercializzabile o convertibile in denaro; puo’ essere utilizzato solo se datato e sottoscritto dal titolare».

3. Nei buoni pasto in forma elettronica:

a) le indicazioni di cui alle lettere a), b), c) e d) del comma 2 sono associate elettronicamente ai medesimi in fase di memorizzazione sul relativo carnet elettronico;

b) la data di utilizzo del buono pasto e i dati identificativi dell’esercizio convenzionato presso il quale il medesimo e’ utilizzato di cui alla lettera e) del comma 2, sono associati elettronicamente al buono pasto in fase di utilizzo;

c) l’obbligo di firma del titolare del buono pasto e’ assolto associando, nei dati del buono pasto memorizzati sul relativo supporto informatico, un numero o un codice identificativo riconducibile al titolare stesso;

d) la dicitura di cui alla lettera f) del comma 2 e’ riportata elettronicamente.

4. Le societa’ di emissione sono tenute ad adottare idonee misure antifalsificazione e di tracciabilita’ del buono pasto.

Invia il tuo quesito a [email protected]

I nostri esperti risponderanno alle domande in base alla loro rilevanza e all'originalità del quesito rispetto alle risposte già inserite in archivio

Condividi: