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Bollo auto e multe non pagate, entrano nella pace fiscale?

di Consulente Fiscale

Il bollo auto e le multe stradali non pagate, si possono inserire nella Pace Fiscale? Cosa conviene fare, pagare la cartella esattoriale o aspettare?

Non ho pagato il bollo auto, mi è arrivata una cartella esattoriale con interessi, posso non pagarla e attendere la pace fiscale?

Molti i contribuenti che avendo ricevuto le cartelle esattoriali per tempo, hanno inserito questi debiti nella Rottamazione (Dl 193/2016 e Dl 148/2017). Ricordiamo la Definizione agevolata, prevede il pagamento del solo importo residuo delle somme dovute senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora. Per le multe stradali, invece, non si pagheranno gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge.

Sul nuovo condono o Pace Fiscale, c’è tanta incertezza, inoltre non è detto che la sanatoria comprenda anche il bollo auto e multe non pagate. Ad oggi, non vi è nessuna dichiarazione degli esponenti del Governo, la non pronuncia sui debiti che andranno inseriti nella nuova manovra, fa pensare che forse i debiti accumulati per bollo, superbollo auto e multe, non saranno compresi.

Pace fiscale integrativa tombale, di cosa si tratta?

Questa misura prevede che il contribuente, possa sanare i suoi debiti con il Fisco, una specie di “integrativa tombale” con aliquote differenziate.
In questa nuova misura rientrano anche i contribuenti che hanno aderito alla Definizione agevolata e non hanno pagato le rate dovute.

Inoltre, i tecnici stanno vagliando la possibilità di inserire un accordo globale finalizzato alla regolarizzazione delle scritture contabili. Così realizzata la Pace fiscale, porterebbe un maggior gettito nelle casse erariali.

Il progetto è attualmente nelle mani del ministro Tria, e prevede un percorso articolato su più segmenti, che ricalcano istituti già sperimentati come il ravvedimento operoso, l’accertamento con adesione, la chiusura delle liti fiscali.

I contribuenti potrebbero far pace con il Fisco, regolando la loro posizione con un’aliquota compresa tra il 15 e il 20% del reddito imponibile non dichiarato, prima che venga effettuato l’accertamento.

Nel caso l’accertamento sia già in atto, i contribuenti potranno comunque regolarizzare la loro posizione senza il versamento di sanzioni e interessi. Inoltre, viene previsto di chiudere i contenziosi con uno sconto che oscilla tra il 50 e l’80% in funzione del grado di giudizio.

Per sapere qualcosa di definitivo, bisogna attendere che la misura venga inserita nella legge di Bilancio 2019.

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