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Consiglio Regionale UIL Scuola Puglia: la scuola non si piegherà alla violenza

di redazione

UIL Scuola Puglia – Gianni Verga, Segretario Generale della UIL Scuola Puglia, prende spunto dall’ultimo episodio di cronaca avvenuto ieri a Lucca, che fa il paio con altri accadimenti simili degli ultimi tempi avvenuti in Puglia, dove uno studente ha minacciato il professore ripreso dalle telecamere di uno smartphone, per ribadire la posione netta del sindacato pugliese di categoria riunitosi oggi in Consiglio regionale proprio per discutere della questione sicurezza.

“Ormai – continua Verga – quello del docente è diventato un lavoro di frontiera. Bisogna fare i conti costantemente con minacce, violenze e delegittimazioni di ogni tipo, senza neanche uno straccio di tutela da parte delle istituzioni. I professori, ma è una situazione comune a tutti i lavoratori della scuola, sono costretti a subire angherie continue senza poter neanche reagire: tutto ciò è frustrante e inconcepibile”.
La situazione è comune a tutta Italia, “ma nel Mezzogiorno e in Puglia, se possibile, è ancora peggio. Condizione che deriva da organici ridotti ai minimi termini dai tagli verticali subiti in un decennio di politiche governative scellerate, il che rende pressoché impossibile contrastare un fenomeno che nella nostra regione non accenna ad arrestarsi: la dispersione scolastica. La misura è colma, ma non si fa nulla per porre rimedio. Le nuove assunzioni e stabilizzazioni decise da Roma rappresentano una boccata d’ossigeno, ma non bastano, così come ci aspettiamo di più dalla Regione Puglia, che deve prendere posizione sulla continuità didattica e la stabilizzazione dei posti in deroga  sul sostegno.    Le statistiche, infatti, registrano un calo demografico della popolazione scolastica pari a 7.000 alunni in meno e la provincia di Bari è al primo posto con meno 5.000, a fronte di una costante crescita dei bambini con disabilità: un dato che mina il diritto di tanti ragazzi alla continuità didattica e che dovrebbe far scattare numerosi campanelli d’allarme, portando la politica ad una seria riflessione che eviti di penalizzare doppiamente questi alunni che ogni anno sono costretti a cambiare insegnante a causa della mancata stabilizzazione dei cosiddetti posti in deroga, circa 3.600 in Puglia. A tutto questo si aggiunga la quasi inesistenza del tempo pieno – 1548 su 9011 – a causa della scarsezza di risorse locali per il mantenimento del servizio mensa ed è facile intuire in che condizioni versi la Scuola regionale. E’ il tempo di cambiare rotta, il sistema scuola ha il diritto di ritornare ad essere un valore aggiunto per la nostra società e i suoi lavoratori di adempiere al proprio dovere in sicurezza e serenità”.
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