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Concorso dirigenti scolastici, il sospetto della copiatura alla preselezione

di Elisabetta Tonni

La prova preselettiva al corso-concorso per dirigenti scolastici rischia di finire al vaglio dei tribunali.

Qualcuno aveva avanzato l’ipotesi di una possibile copiatura, forse lanciata come frase fatta senza fondamento o forse come malizia consueta e spesso comune per chi non passa la prova. Sta di fatto che qualcun altro ha preso in seria considerazione rivolgersi a un giudice per verificare se la preselezione si è svolta nel massimo rigore e rispetto delle regole.

La prova scritta a cui a breve si dovranno sottoporre gli 8.700 aspiranti presidi selezionati con i test di fine luglio rischia di essere inflazionata dai ricorsi. La conferma arriva dalle pagine del Sole 24 Ore che nella parte riservata agli abbonati se la prende anche con i piccoli sindacati che sulla base dei ricorsi fanno spesso la loro fortuna. Per dirla in termini più spicci, il quotidiano della Confindustria accusa i sindacati (soprattutto quelli piccoli) di fare proseliti abusando di questo principio: il diritto è stato leso, si fa ricorso, ma prima di tutto va effettuata l’iscrizione al sindacato.

L’arte di copiare si impara a scuola

Al di là della ‘speculazione’ sindacale, Alessandro Artini, autore dell’articolo si concentra sull’aspetto educativo e sulle origini che portano ad alimentare il sospetto malizioso dell’ipotesi copiatura per i vincitori. In questa pratica, ci si allena sin da alunni proprio sui banchi di scuola. Nonostante il controllo ferreo degli insegnanti, la società tende a sorridere davanti a questa pratica infantile e spesso viene considerata anche con simpatia e – si potrebbe aggiungere – un pizzico di ammirazione. E’ come se chi fosse in grado di copiare senza essere scoperto, venga considerato in grado di cavarsela comunque nella vita.

L’articolo del Sole 24 Ore mette in relazione l’atteggiamento che invece si innesca negli altri paesi che, basandosi sulla meritocrazia, condannano chi si fa suo il lavoro di un altro. “All’estero – scrive Artini – i giovani non sono, per indole, migliori di quelli italiani, ma nelle loro scuole vigono codici etici diversi e da adulti acquisiscono un più forte senso civico. Per questo, nei passati concorsi per insegnante, circolavano spesso appunti clandestini e temi trascritti nei “rotolini” da dipanare sotto il banco. Questo è avvenuto anche in quelli a preside, nonostante i controlli“.

Se l’ultima frase è vera lo stabiliranno i giudici. Esiste però un caso in cui una dirigente scolastica della scuola di Nettuno, come riportato in una video intervista realizzata proprio da Orizzonte Scuola, ha allontanato una concorrente perché era stata sorpresa a copiare. Se il tribunale dovesse accertare a posteriori altri casi di copiature rimaste impunite sarà la conferma che avevano avuto ragione anche i sindacati. A quel punto avranno dimostrato di svolgere ancora una volta fino in fondo il loro compito. Senza copiare.

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