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Concorso abilitati, Anief: per il Consiglio di Stato si deve ritornare ai percorsi abilitanti e ai concorsi

di redazione

Comunicato Anief – Secondo i giudici di Palazzo Spada, la gestione della fase transitoria della scuola secondaria, prevista dalla precedente maggioranza parlamentare e ripresa dall’attuale per la primaria e l’infanzia, sarebbe illegittima per violazione degli articoli 2, 51 e 97 della Costituzione: l’unica soluzione, per il Consiglio di Stato, è tornare ai percorsi abilitanti e ai concorsi.

Ecco perché per Anief bisogna provvedere con urgenza alla riapertura delle GaE, con lo scorrimento del doppio canale. La parola presto spetterà al Parlamento, a partire dall’11 settembre, quando i precari manifesteranno davanti alla Camera, nel giorno dello sciopero nazionale Anief e dell’avvio dell’emendamento salva-precari LeU 6.3 all’art. 6 del decreto legge 91/18, già approvato in Senato.

Diventano pubbliche le motivazioni che hanno indotto il giudice delle leggi, attraverso l’ordinanza n. 5233/2018, a chiedere l’intervento della Corte Costituzionale sul primo concorso straordinario riservato agli abilitati previsto dal comma 2, lettera b) e dal comma 3 dell’art. 17 del decreto legislativo n. 59/2017 collegato alla Buona Scuola, per via dell’esclusione illegittima di un dottore di ricerca ma anche, in giudizi diversi, degli insegnanti tecnico pratici o dei docenti abilitati all’estero: secondo i giudici di Palazzo Spada, la gestione della fase transitoria della scuola secondaria sarebbe illegittima per violazione degli articoli 2, 51 e 97 della Costituzione. L’unica soluzione, sempre per il Consiglio di Stato, è quindi tornare ai percorsi abilitanti e ai concorsi.

A questo punto, la Consulta potrebbe travolgere l’intera procedura concorsuale, per salvare la quale il sindacato chiede fin d’ora di riaprire le GaE e confermare nei ruoli i neo-assunti, al pari delle maestre con diploma magistrale: se tra le soluzioni profilate dal Consiglio di Stato, infatti, c’è quella di riaprire le procedure abilitanti e ordinarie concorsuali, invero, come corollario deve essere assunto il principio dello scorrimento di quelle graduatorie permanenti che attraverso il doppio canale compensava il precariato dell’abuso italiano dei contratti a termine.

D’altronde, se le ordinanze riguardano il primo concorso riservato al personale abilitato, già stanno comportando conseguenze sul secondo concorso, riservato al personale precario con 36 mesi di servizio nella scuola superiore – per il quale è opportuno consentire l’accesso al fine di conseguire l’abilitazione al FIT al di fuori dell’accesso a numero programmato legato al reclutamento – e senza i 24 CFU (considerata l’esperienza didattica maturata), o ancora sul personale della primaria e infanzia con 24 mesi di servizio che avrebbe dovuto svolgere il terzo concorso riservato previsto dal Decreto Dignità.

“Oramai – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – ci troviamo in un ginepraio tale che qualsiasi soluzione porterebbe sempre ad una sequela di ricorsi e controricorsi. La soluzione più logica e consequenziale, rimane sempre la stessa: la riapertura delle GaE, che ha già retto il contenzioso nel 2008 e nel 2012 di chi gli si opponeva e ha consentito l’immissione in ruolo di docenti preparati, stanchi di stare nella sola lista di attesa dei supplenti. Ma saprà la politica dare una risposta adeguata e sensata? La piazza è pronta a farsi sentire l’11 settembre, nel giorno dello sciopero generale proclamato dall’Anief. L’emendamento c’è, al comma 3-quinquies dell’art. 6 del decreto Mille-Proroghe approvato dal Senato: basta confermarlo e bloccare ruoli e ricorsi”, conclude Pacifico.

03 settembre 2018

Ufficio Stampa Anief

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