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Concorso a Cattedra: è vittoria definitiva per l’Anief sulla partecipazione dei docenti di ruolo

di redazione

Anief – “Il merito costituisce, invero, il criterio ispiratore della disciplina del reclutamento del personale docente (sentenza n. 41 del 2011)” – questo quanto tiene a evidenziare la sentenza del Tribunale Amministrativo per il Lazio, ottenuta dall’Anief grazie al sempre ottimo operato dell’Avvocato Patrizia Gorgo, citando un’altra storica sentenza della Corte Costituzionale ottenuta dai legali Anief Fabio Ganci e Walter Miceli sulla questione “pettine-coda” e accesso alle graduatorie in base al punteggio – “la preclusione stabilita dal comma 110 contraddice tale finalità, impedendo sia di realizzare la più ampia partecipazione possibile, sia di assicurare condizioni di effettiva parità nell’accesso” ai docenti di ruolo nello stato.

La soccombenza in giudizio costa al Miur la condanna al pagamento delle spese di lite, quantificate in 1.500 Euro. “Avevamo ragione sin dall’inizio – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – e ora viene consacrato il diritto alla partecipazione del personale già di ruolo a tutti i concorsi pubblici. Dopo la vittoria che abbiamo ottenuto in Corte Costituzionale lo scorso dicembre, i docenti di ruolo nella scuola statale hanno avuto accesso anche al concorso 2018 riservato agli abilitati e potranno correttamente rientrare nelle graduatorie di merito regionali degli abilitati che si andranno a stilare”.

“Ma non ci fermiamo – continua il sindacalista autonomo – ci sono tanti altri aspetti della Buona Scuola e anche della contrattazione nazionale che come Anief abbiamo apertamente contestato e che intendiamo cancellare per il bene dell’istruzione pubblica e di chi vi lavora sia come precario sia come personale a tempo indeterminato. Parliamo, ad esempio, della chiamata diretta da parte dei Dirigenti Scolastici che già si è rivelata un vero fallimento, ma anche delle ingiuste regole sulla mobilità che sviliscono chi per tanti anni ha lavorato nella scuola paritaria o come precario per quanto riguarda le graduatorie dei soprannumerari o ancora della mancata equiparazione dei lavoratori precari a quelli con contratto a tempo indeterminato per quanto riguarda la retribuzione e l’integrale e immediata ricostruzione di carriera all’atto dell’immissione in ruolo. C’è tanto ancora da fare per portare, finalmente, il rispetto del Diritto e la vera tutela dei lavoratori nelle nostre scuole”.

Per leggere il testo delle sentenza della Consulta 251/2017 ottenuta dall’Anief il 6 dicembre 2017, clicca qui.

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