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Concorso 2016, maestri bocciati per errori ortografici: “perché non sono stati fermati prima?” 

di redazione

Il 10 marzo u.s., abbiamo riferito sull’elevato numero di bocciature e sugli errori commessi, nell’ambito della procedura concorsuale del 2016 in Friuli Venezia Giulia, dai/dalle maestri/e della scuola dell’infanzia. 

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Gli errori commessi attengono, soprattutto, all’ambito dell’ortografia, tallone d’Achille per numerosi studenti e, a questo punto, anche per aspiranti docenti.

L’argomento è stato ripreso da Gianfranco Lauretano in un articolo pubblicato su “ilsussidiario.net”, in cui l’autore afferma di non scandalizzarsi di quanto successo in FVG.

Lauretano si chiede coma mai gli aspiranti maestri siano stati fermati soltanto adesso, dopo aver superato la scuola primaria, secondaria e anche l’università (in qualche caso, aggiungiamo noi), ma comunque non attribuisce alcuna colpa ai docenti che li hanno promossi nel corso della loro carriera scolastica.

L’autore spiega di conoscere bene la situazione, in quanto maestro di scuola primaria, di essere cosciente che i docenti provino tutte le strategie possibile al fine di insegnare agli studenti le principali regole di ortografia, e che  ormai si è arrivati al punto che le carenze ortografiche non sono più un motivo sufficiente per bocciare gli studenti. Anche perché bocciare significa, nella maggior parte dei casi, dover affrontare un ricorso e tutte le relative incombenze burocratiche.

L’unica colpa attribuita ai docenti è il loro buonismo e “la pedagogia del “poverino”, dell’avanti tutti che ha ridotto masochisticamente il loro mestiere a babysitteraggio di Stato. Figuriamoci che fine può fare l’ortografia.”

Illustrata la situazione e partendo dal presupposto che le carenze ortografiche non sono più un motivo per fermare gli studenti non solo della primaria ma anche della media e, in alcuni casi, delle scuole di secondo grado, Lauretano lancia una proposta: “una propedeutica di ortografia per ogni corso di laurea“.

La proposta, dunque, consiste nel far svolgere un test d’ingresso sull’ortografia per l’accesso all’università.

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