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Come diventare insegnante di sostegno: invia ora la tua messa a disposizione con voglioinsegnare.it

di redazione

PubbliRedazionale – Nelle scuole italiane continua il problema della carenza di insegnanti di sostegno.

L’insegnante di sostegno, sia come supplente che come insegnante di ruolo, è infatti un lavoro più che mai necessario e molti posti ancora rimangono vacanti. Infatti in diverse province c’è una significativa carenza di insegnanti di sostegno muniti dei titoli necessari. Sono inoltre cambiati i modi per accedere alla professione, in base all’articolo 12 del decreto 66/2017 del Ministero dell’Istruzione, che prevede anche la frequenza di un corso di specializzazione.

Alla luce di questa consistente carenza di insegnanti, molti aspiranti docenti stanno inviando in questi giorni la propria messa a disposizione per sostegno (MAD sostegno), ovvero la disponibilità a ruoli di supplenza per incarichi su sostegno, per chi non è iscritto nelle graduatorie.

Per chi è già iscritto alle graduatorie, inviare una messa a disposizione per il sostegno può aumentare le possibilità di contatto da parte degli istituti scolastici per insegnare o svolgere servizio come personale ATA.

Il servizio di invio della domanda di messa a disposizione sostegno consente, grazie ad una procedura guidata, la compilazione della domanda e l’invio della stessa a tutte le scuole di una o più province.

Il costo per la redazione della domanda e l’invio a tutte le scuole di una provincia è di 19 euro ed è possibile inviare la domanda a più province contemporaneamente.

Negli ultimi anni, vista la carenza in alcune province di docenti in possesso dell’abilitazione per il sostegno, i dirigenti scolastici si sono visti costretti ad assegnare le cattedre anche a docenti di terza fascia, privi del titolo prescritto per tale insegnamento.

Pertanto è possibile inviare la propria messa a disposizione rendendosi disponibili anche per il sostegno, perché vista la carenza di docenti c’è la possibilità di essere contattati dalle scuole.

In attesa di reperire personale con il corso di specializzazione ad hoc citato nel decreto 66/2017 del Miur, gli istituti scolastici valutano molto positivamente il conseguimento di altri master e corsi di perfezionamento inerenti.

Questa positiva valutazione è riportata sul modello di richiesta per le iscrizioni in graduatoria di II fascia 2017-2020, nella sezione C punto D.8, e valutato fino a 3 punti: “Attestato di frequenza di corsi di perfezionamento universitario di durata annuale, con esame finale, coerente con gli insegnamenti ai quali si riferisce la graduatoria ovvero inerente i BES (Bisogni Educativi Speciali)”.

Conseguire un Master sui Bisogni Educativi Speciali (BES) è valutato a livello curricolare dai dirigenti scolastici, oltre a fornire 3 punti per la seconda e terza fascia, e 1 punto per i docenti di ruolo che vogliono acquisire punteggio ai fini della mobilità e trasferimento.

Non perdere l’occasione e aumenta le possibilità di essere contattato dai dirigenti scolastici, inviando la domanda di messa a disposizione o specializzandoti con un master.

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