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Caro libri, genitori chiedono confronto fra Miur, docenti, editori e studenti

di Elisabetta Tonni

Per porre un margine al “caro libri”, il coordinamento genitori democratici ha chiesto un tavolo di confronto e di dibattito pubblico con il Miur, gli editori, i doceni e gli studenti. 

Con la ripresa dell’anno scolastico, infatti, per le famiglie torna il solito problema dei costi dei testi e materiali di studio da affrontare per garantire l’istruzione dei pargoli.

Esperimenti già nel passato

Gli esperimenti alternativi per cercare di trovare una soluzione finora non hanno prodotto sufficienti risultati.

Come scrive anche Repubblica, l’idea del sottosegretario Salvatore Giuliano lanciata ai tempi in cui era preside in una scuola a Brindisi, seppur valida, non è sembrata un’alternativa praticabile per tutti. Anche le versioni digitali dei libri non hanno riscontrato il successo sperato, mentre a Verona un gruppo di genitori ha proposto la formula del comodato d’uso per i libri di testo.

L’ammontare della spesa

Sta di fatto che la spesa per la didattica a carico delle famiglie, secondo un’indagine, realizzata da Doxa, dell’Osservatorio Findomestic, ammonta mediamente a 611 euro, con le dovute differenze se a studiare in famiglia è un ragazzo soltanto o più di uno. La spesa maggiore è proprio per libri e dizionari, seguiti dalla cancelleria e, infine, anche dai trasporti.

Secondo Angela Nava Mambretti, presidente del coordinamento dei genitori democratici, il problema è rappresentato dalle nuove edizioni e dalla formula sibillina che queste siano consigliate. “Quel sottile ricatto  – fanotare Nava Mambretti – a cui le famiglie cedono“. E lancia la teoria di “una nuova pedagogia del libro di testo“.

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