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Bussetti: modifiche alla Buona scuola, poi presenteremo la nostra riforma

di Elisabetta Tonni

Il ministro Bussetti anticipa di avere in cantiere una nuova riforma della scuola.

Sarà presentata dopo aver modificato quella voluta da Renzi. Lo ha dichiarato nel corso di una lunga intervista a Omnibus, il programma di approfondimento in onda su La7, in cui ha tracciato anche il quadro generale del sistema scolastico.

Sicurezza scolastica

Il titolare di viale Trastevere ha smentito i dati di CittadinanzaAttiva secondo i quali solo il 3% delle scuole italiane sarebbe a norma. “I dati – ha affermato – non sono proprio così. Per quanto riguarda la valutazione dei rischi, è in buona salute il 50% delle scuole; sull’antincendio invece siamo solo al 30% delle scuole certificate. Conosco l’importanza di avere edifici certificati sicuri e abbiamo rilevato che in molti Istituti sono carenti le certificazioni sugli impianti a norma: quelli elettrici oppure quelli termici“.

Organico scolastico

Per quanto riguarda la carenza di organico, specialmente in riferimento ai 1700 dirigenti scolastici, il Ministro ha confermato che i dati corrispondono al vero e ricorda di aver avviato la procedura concorsuale, visto che la precedente risaliva al 2011.Tutto è dovuto alla precedente amministrazione – ha rimarcato Bussetti – che negli anni ’70 e ’80 ha assunto molto, quindi adesso ci ritroviamo un settore come quello dei docenti o dei dirigenti scolastici che andranno tutti in pensione e quindi sarà necessario un riciclo. Apriremo altri concorsi per andare a colmare questa carenza di posti nella scuola“.

Il divario Nord Sud

Secondo il Ministro alcune differenze territoriali nel personale della scuola, soprattutto in riferimento ai dirigenti scolastici, sono dovute anche alle trasformazioni degli anni passati, con cui per esempio sono nati gli istituti comprensivi. Tale processo è avvenuto in maniera non uniforme nei Comuni e quindi sarà necessario colmare alcuni divari.

Entrando nel merito della mobilità del personale docente, in riferimento alla contrapposizione Nord-Sud, il Ministro ha detto: “La Buona scuola ha obbligato i docenti a inserire nella procedura le indicazioni territoriali, poi il famoso algoritmo ha creato questo fenomeno di allontanamento sul territorio. E’ mia intenzione intervenire, perché questo è stato un errore dell’algoritmo. Prima accadeva che i docenti, sapendo che c’era un ruolo libero in una città, facevano domanda e quindi il trasferimento diventava una scelta consapevole; la buona scuola, invece, li ha obbligati a una determinata destinazione. E questo ha provocato una serie di disfunzioni, rotazioni di cattedre, supplenze su supplenze… insomma tutta una serie di disservizi“.

Le critiche alla Buona scuola

Bussetti ha poi rimarcato di aver iniziato a dare seguito a quanto inserito nel contratto di Governo Lega e 5 Stelle in merito alla scuola. In particolare, Bussetti ha rivendicato che le riforme degli anni precedenti non erano state attuate pienamente. Quello della scuola è un sistema un po’ fragile. “La Buona scuola è da sostituire e andrà sicuramente rivista, ma non con uno strappo secco, perché andrebbe a inserirsi in una situazione già ricca di contenziosi. Abbiamo già tolto la chiamata diretta, abbiamo tolto il comma 131. Stiamo cercando di aggiustare e fare chiarezza nel mondo della scuola a passi ponderati. Poi interverremo e faremo la nostra riforma“.

Alternanza scuola lavoro

Anche l’esame di maturità andrà in parte modificato – ha spiegato il Ministro – perché credo che sia più rispettoso per gli studenti potersi esprimere al termine del ciclo su tutto ciò che hanno fatto negli anni. Mi sembra poco rispettoso anche mettere al centro il percorso di alternanza scuola lavoro che vorrei modificare in alcuni aspetti. Già il nome non mi piaceva. I ragazzi vanno a scuola e non alternano la scuola al lavoro; e questo è già un aspetto base da modificare. Questa esperienza era già presente in alcune scuole anche prima dell’approvazione della legge. E’ un’esperienza formativa utile se inerente al percorso formativo scelto dagli studenti. La sua realizzazione attuale, invece, ha creato in alcuni casi ottime esperienze formative ed educative. In altri casi è stato necessario ricorrere a situazioni tampone che hanno dequalificato e demotivato, creando problematiche e reazioni che sono state evidenti“.

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