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Bullismo antisemita in un scuola di Ferrara, M5S: approfondire studio storia per evitare simili episodi

di redazione

Comunicato M5S – “Il Resto del Carlino ha dato notizia di un episodio agghiacciante, accaduto in una scuola di Ferrara. Alcuni studenti avrebbero aggredito un loro compagno di classe, dicendogli: “Quando saremo grandi faremo riaprire Auschwitz e vi ficcheremo tutti nei forni”, spiega il deputato del MoVimento 5 Stelle Paolo Lattanzio, membro della commissione Cultura e Ecomafie.

“Mi rifiuto di accettare che un episodio di tale gravità sia davvero accaduto. Mi chiedo che mondo stiamo costruendo; mi chiedo come sia possibile che all’interno di una scuola – il luogo deputato a insegnare, apprendere e praticare l’inclusione e la fratellanza – alcuni compagni arrivino a pronunciare frasi così gravi e pericolose”, commenta Lattanzio.
“Ritengo che di fronte a questa vicenda, siamo chiamati tutti a metterci in discussione e ad avviare una riflessione urgente sui modelli genitoriali e comportamentali, sul tipo di linguaggi e comportamenti che si stanno diffondendo sempre più spesso tra i giovani. La scuola è il presidio più forte nella promozione di percorsi educativi di inclusione, integrazione, rispetto delle culture diverse e la politica deve tornare ad esprimersi, in maniera chiara e costante, contro tutte le discriminazioni e contro l’antisemitismo. È impensabile essere vicini a persone che abbracciano posizioni e idee di antisemitismo”, continua.
“L’odio e l’intolleranza verso i cittadini di religione ebraica è oramai un fenomeno troppo diffuso da condannare in maniera ferma e decisa”, prosegue il deputato Antonio Zennaro che sarà coinvolto in una serie di incontri tra parlamentari promossi dal collega Paolo Lattanzio e dedicati proprio alle relazioni con lo Stato d’Israele.
“Conoscere, studiare e approfondire la storia è fondamentale per evitare che episodi di questo tipo si ripetano. Solo attraverso la cultura e l’istruzione si possono fermare questi rigurgiti frutto dell’ignoranza, alimentati da moderne forme di sottocultura diffusi spesso anche attraverso i social ed i nuovi media”, conclude Zennaro.
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