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Brignone (Possibile): investire nella scuola statale, non in quella paritaria

di redazione

“Un altro regalo alle paritarie, con un ulteriore svilimento della scuola pubblica, si profila all’orizzonte del governo pentaleghista. Il ministro dell’Istruzione Bussetti, in vari interventi, ha infatti sostenuto di voler rilanciare il tema del volontariato e del ruolo e modello delle paritarie come cruciale per la soluzione delle questioni del sistema della scuola pubblica e dell’educazione. Ma né un modello privatistico né ‘volontaristico’, o missionario, può essere la soluzione”.

Lo dichiara la segretaria di Possibile, Beatrice Brignone, rilanciando la posizione della campagna “Alla base la scuola”.

“C’è il rischio di fenomeni negativi – aggiunge Brignone – come la competizione selvaggia fra istituti, già in parte presente, il moltiplicarsi di caratterizzazioni ideologico-confessionali e spaccature nella società civile, meccanismi personalistici, monopolistici, clientelari (di valutazione, cooptazione, progettazione, intervento). Sopra ogni cosa, il rischio di abbandono, da parte dello Stato e della società, proprio delle fasce più deboli. Le scuole paritarie sono già foraggiate dallo Stato, godono di sgravi fiscali e ulteriori benefit introdotti dalla stessa legge 107. La posizione della cultura cattolica è ampiamente garantita e tutelata proprio all’interno della scuola pubblica e statale, secondo norme, accordi e trattamenti noti a tutti. Quello che serve davvero è la garanzia di alti livelli di preparazione nell’istruzione statale attraverso gli investimenti”.

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