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Braccio di ferro fra insegnanti diplomati e laureati! Lettera

di redazione

Manuela Fusco – Seguo la diatriba che da tempo oramai c’è fra i diritti degli insegnanti diplomati e laureati. Da che parte sto?

Dalla parte di chi descrivo ora con i seguenti punti:

1) Sono dalla parte di chi possiede oltre che preparazione, anche una personale disponibilità a mettersi sempre in gioco e in discussione, non dimostrando invece di possedere una elasticità mentale, pari a quella di una roccia carsica!

2) Sono dalla parte di chi AMA insegnare e non ritenga di serie B le alte competenze che deve avere un insegnante di sostegno, visto che interviene su studenti che presentano delle fragilità! Chissà perché c’è ancora la non comprensibile idea che insegnare a chi possiede carenze cognitive e/o sensoriali, strumentali, significhi dover impegnarsi molto meno. Da ciò, gli insegnanti di sostegno, sono considerati dai colleghi, appunto di serie B!

3) Sono dalla parte di chi, non invia in continuazione i propri alunni al Servizio di NPI già restituendo ai famigliari, una diagnosi che motiverebbe chissà quale tipo di disturbo, prima appunto del consulto da parte di medici e altri specialisti.

4) Sono dalla parte di chi, accetta di confrontarsi con gli specialisti dove il bambino o ragazzo è stato valutato e, nel caso l’insegnante dovesse cambiare strategie d’insegnamento, non faccia ostruzionismo con le seguenti motivazioni:” Da più di 20 anni ho sempre fatto così e non capisco perché devo iniziare a cambiare” (insegnanti diplomati con anni di servizio); “Posseggo laurea e master, so cosa faccio!  È il mio studente ad avere dei problemi, non invece il mio metodo d’insegnamento”.

5) Sono dalla parte di chi non si porta i problemi personali sul lavoro, perché ciò potrebbe non essere grave in altri mestieri e professioni; però se interagiamo tutto il giorno con dei giovanissimi, ciò non va affatto bene! 6) Sono dalla parte di chi, ha la felice intuizione che integrare con successo in  una classe uno studente con Alto Potenziale, significa portare beneficio a tutti gli altri studenti. Non invece percependo la plusdotazione, come l’altra faccia della medaglia dell’handicap!

Per il punto 4 (pure punto 6)  a prescindere se un insegnante è diplomato o laureato, nel caso una equipe multidisciplinare rilevasse  in una classe più casi di DSI (disturbi d’insegnamento) invece di DSA, gli specialisti possano segnalare al Ds le problematicità per chiarire poi con gli insegnanti interessati e il Ds la situazione. Nel caso non si risolvesse nulla con la scuola anche dopo l’incontro con insegnanti e Ds, ci sia un ufficio di zona  di riferimento, per segnalare questi casi, molto più frequenti di quanto non si creda. Se nulla viene risolto, la segnalazione passa al MIUR. Non ho voluto fare distinzioni fra insegnanti diplomati e laureati, perché le chiusure o le aperture, avvengono a prescindere, poiché prima di un titolo accademico, C’È SEMPRE

LA PERSONA!!!

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