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Bonus merito, criteri e assegnazione del bonus: modelli di documenti da scaricare

di Antonio Fundaro

La legge di bilancio per il 2020 (Legge n. 160 del 30 dicembre 2019 al comma 249 dell’art.1 ha previsto che “Le risorse iscritte nel fondo di cui all’articolo 1, comma 126, della legge 13 luglio 2015, n. 107, già confluite nel fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, sono utilizzate dalla contrattazione integrativa in favore del personale scolastico, senza ulteriore vincolo di destinazione”.

Con questa disposizione qualche mese fa veniva smantellata un’altra parte della Legge 107/2015 fortemente contrastata (ma decisamente importante per puntare alla qualità, nascente, proprio, da una sana e corretta competizione di idee, metodologie, strategie) disponendo, una volta per tutte, che:

– le risorse afferenti al bonus confluissero nel FMOF;

– tali risorse siano contrattate dalla RSU di istituto;

– la loro contrattazione avvenisse senza ulteriori vincoli, se non quelli già fissati per il FMOF.

I casi possibili

Potevano, ed adesso è complicato che avvenga, di conseguenza, verificarsi diversi casi, comunque riconducibili alle seguenti due ipotesi:

– scuole in cui il contratto integrativo è già stato sottoscritto ovvero è stata sottoscritta solo l’ipotesi (entro il 31/12/2019);

– scuole ove il contratto integrativo non è ancora stato sottoscritto (benché il CCNL fissi il termine ultimo al 30 novembre).

Nel primo caso, le parti (anche una sola) hanno la facoltà di chiedere la riapertura della contrattazione di istituto per recepire le novità legislative. È inoltre nella facoltà delle parti condividere l’eventuale sottoscrizione di una modifica ovvero un aggiornamento della contrattazione. In tale situazione, la contrattazione dovrà essere attenta a valutare gli effetti che potrebbero derivare alle eventuali attività già realizzate (anche parzialmente) dai docenti anche sulla base delle indicazioni fornite dal comitato di valutazione.

Nell’altro caso, la contrattazione, in quanto non ancora conclusa, deve tenere conto del mutato quadro legislativo. Ovviamente, sono fatte salve tutte le precauzioni già indicate a proposito del caso precedente, anche per tenere conto delle attività già intraprese ed evitare eventuali problemi nelle relazioni interne all’istituzione scolastica. Restiamo dell’idea, comunque, che a partita iniziata, sarebbe complicato, o sarebbe stato complicato, ammesso che la Funzione pubblica si fosse pronunciata, fare cosa diversa. Ovvero, avere avviato un anno scolastico chiedendo ai docenti degli standard qualitativi elevati (specie, come è poi capitato, nel settore della tecnologia) e poi affermare “d’avere scherzato”. Più saggio sarebbe stato, comunque, anche da parte dei sindacati lavorare sul nuovo anno scolastico 2020-2021. Anche in questa maniera si dimostra rispetto nei confronti dei docenti, tantissimi, che hanno puntato a migliorare le loro performance.

Retribuzione accessoria

Inoltre, trattandosi di retribuzione accessoria, come specificato dalla stessa legge, è indispensabile un passaggio contrattuale, anche nei casi di una rimodulazione normativa, giunta, in calcio d’angolo, come sempre si fa con la scuola, con legge finanziaria. Questo perché, sono fatte salve tutte le precauzioni contrattuali e, anche volendo non considerare vincolante la possibilità di riapertura del contratto, non si può, in alcuna maniera, non tenere conto delle attività già intraprese ed evitare eventuali problemi nelle relazioni interne alle singole istituzioni scolastiche.

Dunque, che fare?

Le istituzioni scolastiche, che hanno tutte approvato la contrattazione decentrata e che, non crediamo proprio abbiano intenzione di aprire un contenzioso con i docenti aprendo, nuovamente ad anno chiuso, la contrattazione, saranno indaffarate, nei prossimi giorni e anche quest’anno, ad affrontare, nell’ampia sequenza di novità inserite nel mondo della scuola dalla Legge 107/2015, a misurarsi con l’individuazione dei criteri per la valorizzazione del merito. Non si tratta del semplice compimento di procedure: sono in gioco gli assesti fra i soggetti che operano nella comunità scolastica, la salvaguardia di un efficace clima di collaborazione e di coinvolgimento di tutte le componenti che quotidianamente lavorano insieme per il loro territorio, per la loro scuola, per gli alunni e le famiglie. Si tratta, infatti, come si legge largamente nel dettagliato documento dato alle stampe dalla segreteria nazionale della CISL dal titolo “Individuazione dei criteri e assegnazione del bonus per la valorizzazione del merito del personale docente legge 107/2015, art. 1, comma 129” di una innovazione che ha caratteristiche rilevanti di prossimità, che investe direttamente l’intera comunità di ogni specifica scuola con elementi di potenziale conflittualità, che può anche assumere caratteri di personalizzazione dello scontro. In definitiva, infatti, si innesca un dibattito che può essere vissuto come giudizio, l’espressione di un giudizio che si esercita sulle professionalità individuali in una quasi inevitabile dinamica di confronto.

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