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Bonus docenti 2019, proroga e novità: come spenderlo e risposta alle FAQ

di redazione

La proroga del bonus docenti 2019 non ha sciolto tutti i dubbi in merito al contributo di 500€ per insegnanti disponibile nella carta del docente.

In alcuni casi c’è ancora confusione e orientamenti discordanti sui beni che si possono acquistare, sui confini della platea di beneficiari e su bonus di diversa natura ma che in ogni caso incidono sulla busta paga docenti. Questa guida vuole essere proprio l’occasione per chiarire tali aspetti.

Chi ha diritto al bonus insegnanti

Il bonus docenti 2018-2019 è un beneficio economico riservato in via esclusiva ai titolari di una cattedra in una scuola pubblica di ogni ordine e grado. Restano esclusi quindi sia gli insegnanti delle scuole private che i precari. Non hanno diritto al bonus docenti i neoassunti FIT che, sul piano giuridico ed economico, sono equiparati ai supplenti.
Sono compresi invece tra i beneficiari del bonus docenti, invece i diplomati magistrale assunti con riserva.

Bonus docenti 2019: cosa si potrà comprare e cosa cambia per la cumulabilità degli anni passati

Una volta inquadrata la platea di beneficiari, i dubbi sul bonus docenti più ricorrenti restano quello di che cosa si può comprare e cosa no e la possibilità di sommare bonus docenti di più anni.

Bonus docente di anni diversi: si può sommare? Quando scade?

Per quanto riguarda la cumulabilità del bonus docenti con eventuali somme residue degli anni passati, la regola resta la stessa ovvero che la scadenza è fissata a due anni. Tuttavia, solo per l’anno scolastico 2016/2017, il cui bonus docenti sarebbe dovuto scadere ad agosto scorso, è stata prevista una proroga tenuto conto del fatto che le somme furono accreditate in ritardo. Sarà quindi possibile spendere il bonus docenti dell’anno scolastico 2016/2017 fino al 31 dicembre 2018. In tutti gli altri casi resta valida appunto la regola dei due anni quindi, per il bonus docenti 2018/2019 ad esempio, il termine ultimo per l’utilizzo resta fissato ad agosto 2020.

Cosa si può comprare e cosa no con il bonus docenti 2019

Se l’elenco di che cosa si può comprare è ufficiale, per esclusione dovrebbe risultare altrettanto facile comprendere cosa non rientra tra gli acquisti agevolabili. Peraltro non ci sono stati cambiamenti su questo punto. Tuttavia non sempre gli esercenti applicano orientamenti uniformi il che potrebbe generare confusione. Soprattutto se è il primo anno che hai diritto al bonus docenti, potrebbe esserti utile “ripassare” tutto quello che puoi comprare e cosa invece è escluso.

Si possono comprare con il bonus docenti:

  • libri;
  • hardware e software;
  • biglietti per eventi culturali, cinema, teatro o concerti;
  • strumenti musicali (solo per insegnanti di musica);
  • corsi di lingua o di formazione ma solo se organizzati da enti accreditati o qualificati per la scuola.

L’elenco è tassativo. Ci continuano ad arrivare richieste di consulenza sulla spendibilità del bonus docenti per alcuni beni e servizi che, invece, sono esclusi. Tra questi i più gettonati sono:

  •  smartphone e componenti parziali di dispositivi elettronici (ad esempio cartucce per stampanti);
  • connessione ADSL;
  • viaggi.

Il dubbio è lecito perché si tratta di voci borderline che potrebbero essere funzionali alla formazione del docente o allo svolgimento della sua attività ma restano fuori anche dal bonus docenti 2019.

Stipendio insegnanti: differenze tra bonus docenti, bonus di merito e bonus Renzi Scuola

A volte parlare genericamente di bonus insegnanti può trarre in confusione. Queste tre misure, di cui ci siamo occupati più volte, sono diverse sotto tutti i profili (importo, requisiti etc). Mentre il bonus docenti, come abbiamo visto, corrisponde a 500 euro caricate nella carta del docente, il bonus merito insegnanti spetta secondo criteri di aggiudicazione legati all’attività dell’insegnante.

Il bonus Renzi, come per altri lavoratori, può essere riconosciuto entro un massimo di 80 euro al mese: la polemica per le buste paga dei lavoratori statali si basa sul rischio che gli aumenti dello stipendio possano annullare il bonus Renzi. E’ il caso dell’insegnante che guadagna 24.600 euro annui e che quindi, con lo scatto salariale, resterebbe fuori dal bonus Renzi.

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