Bimbi stranieri esclusi da scuola, Fratoianni (LeU): lesi diritti costituzionali

di redazione

Il  ministro dell’Istruzione intende intervenire urgentemente per accertare se l’Ufficio Scolastico Regionale del Friuli  Venezia Giulia  fosse a conoscenza o meno dell’accordo di programma siglato dal Comune di Monfalcone con due istituti scolastici ? E con quali strumenti il ministro dell’istruzione  intende intervenire per far revocare tale accordo di programma che, a parere dell’interrogante, si pone in palese contrasto con l’art. 3 della Costituzione e con il principio di uguaglianza.  Quali misure, infine,  il Miur  intende adottare per evitare che episodi come quello di Monfalcone possa ripetersi in altre realtà del nostro Paese.

Sono alcune delle domande che Liberi e Uguali ha posto al titolare di Viale Trastevere con un’interrogazione parlamentare al governo, primo firmatario Nicola Fratoianni sulla vicenda dell’esclusione da parte della sindaca di Monfalcone  di 60 bambini dal prossimo anno scolastico.

“Il risultato  concreto dell’azione della sindaca – prosegue Fratoianni nell’atto parlamentare –  è che sessanta bambini di età compresa tra i tre e i cinque anni,  a Monfalcone, a settembre non potranno entrare in aula. “

“La Costituzione italiana recita che i minori devono essere tutelati di là della distinzione di sesso, di razza e di religione e questo accordo, a parere dell’interrogante, lede palesemente i diritti dei bambini. Escludere 60 bambini dalla scuola dell’infanzia significa concretamente  avere  tra tre anni degli allievi alla primaria che non conosceranno l’italiano, mentre  uno degli obiettivi principali della scuola è proprio  l’inclusione.

“Episodi di questo genere – conclude Fratoianni –  andrebbero non solo evitati ma anche impediti da parte delle Istituzioni del nostro Paese”

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