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Aumenti stipendio, Snals: recuperiamo lo scatto del 2013

di redazione

Lo Snals ha predisposto la piattaforma programmatica per il prossimo contratto del comparto Istruzione e ricerca. Il contratto attuale infatti scadrà il 31 dicembre 2018

Aumenti stipendiali: come si è proceduto

Il CCNL/2018 ha riconosciuto incrementi retributivi lordi pari, rispettivamente, allo 0,36% per il 2016, all’1,09% per il 2017 e al 3,44% a regime, inferiore al 3,48%

Tale cifra – afferma il sindacato – è inferiore alla perdita del potere di acquisto intervenuta dal 2011 che, come è noto, era pari al 15% nei dieci anni di mancato rinnovo contrattuale dal 2009 al 2018.

Le proposte SNALS per il prossimo contratto

Sul piano retributivo per lo Snals risultano obiettivi irrinunciabili:

  • la progressiva armonizzazione degli stipendi a quelli percepiti in misura media dai lavoratori degli altri paesi europei sviluppat
  • la contrattazione nazionale di tutte le voci retributive del personale;
  • l’uniformità del trattamento economico e giuridico del personale a tempo indeterminato a quello a tempo determinato ed analogo diritto alla ricostruzione di carriera;
  • incremento degli aumenti dei primi gradoni;
  • la progressiva destinazione alla retribuzione tabellare di tutte le risorse destinate ai compensi accessori.

Non si può tacere il sacrificio del personale della Scuola – conclude lo Snals – dopo la sottoscrizione del CCNL 4 agosto 2011, che ha soppresso la fascia stipendiale da 3 a 8 anni di anzianità per garantire la sostenibilità economica e finanziaria del piano triennale di assunzioni a tempo indeterminato di personale docente, educativo ed ATA per gli anni 2011-2013. S’impone pertanto la necessità di ripristinare la fascia 0-2 anni e 3-8 anni, così come s’impone l’esigenza di riconoscere ai dipendenti in servizio ed a quelli collocati in quiescenza nel 2013 lo scatto stipendiale maturato in quell’anno, e congelato dal Governo e ignorato dal CCNL/2018.

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