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Assunzioni personale educativo, CUB: pronti allo sciopero

di redazione

CUB Scuola – Come ogni anno, anche questo l’attesa trepidante del personale educativo per vedere uno spiraglio in fondo al tunnel si è vanificata.

Ancora una volta la speranza che potesse cambiare qualcosa (con il governo autodefinitosi del cambiamento) resta delusa.

Come ogni anno, un continuo rincorrersi di notizie sulla consistenza degli organici e del contingente destinato all’immissione in ruolo, che stressa non poco la categoria e soprattutto i precari, che da circa 18 anni aspettano il riconoscimento della propria dignità professionale. Stavolta i precari erano in attesa che le parole del Ministro Bussetti, decisamente consapevoli dei problemi della categoria, si traducessero in fatti concreti e che venissero autorizzati i 77 posti per il ruolo per il prossimo anno scolastico richiesti dal Miur, del tutto insufficienti visto che i posti vacanti sono ben 367, ma che comunque avrebbero dimostrato un po’ di buona volontà visto il trend negativo degli ultimi anni.

Per tutta risposta in data 07/08/2018 viene data comunicazione che i posti autorizzati dal Mef per le immissioni in ruolo sono soltanto 46 a fronte dei 77 richiesti. Ancora una volta la categoria del personale educativo viene bistrattata e sbeffeggiata. Il Governo in carica ha scelto la continuità verso le politiche degli ultimi dieci anni, che hanno ridotto gli organici provinciali fino al 40%, impedito la stabilizzazione dei precari storici e ridotto i servizi e le attività educative delle Istituzioni educative statali ai minimi termini.

La CUB Scuola Università Ricerca chiede al Miur che si attivi per superare gli orrori legislativi che attanagliano il personale educativo e le Istituzioni educative statali: in primis, riforma Gelmini, blocco degli organici e vincolo delle immissioni in ruolo sulla base del turn-over. La CUB Scuola Università Ricerca continuerà a sostenere la mobilitazione del personale educativo, attraverso tutte le forme che si renderanno necessarie, fino alla proclamazione dello sciopero di categoria.

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